Una sola cooperativa è arrivata ad avere debiti contributivi per 19,6 milioni di euro con sanzioni civili per 6,4 milioni; le denunce retributive omesse sono state 16mila, quelle irregolari 52mila, oltre a 9,7 milioni di conguagli non dovuti. Questa cooperativa, a cui il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha revocato l’autorizzazione alla somministrazione di personale, ha fornito personale a circa 3.700 imprese utilizzatrici con un costo del lavoro mediamente del 30% più basso. È il caso più eclatante che è emerso nella odierna presentazione del Rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale, redatto dall’Ispettorato nazionale del lavoro. Il 2017, per molti versi, ha rappresentato una sorta di anno zero poiché l’Ispettorato ha iniziato ad operare nei dodici mesi appena trascorsi. Considerando tutti i problemi di integrazione fra Ministero, Inps ed Inail, diventa complesso pesare i risultati. Diminuiscono infatti le visite ispettive, ma in molti casi si tratta di un effetto statistico dovuto alla eliminazione delle sovrapposizione di visite. Resta sostanzialmente stabile l’accertato che rimane nell’ordine di 1,1 miliardi di euro. Nel complesso delle aziende visitate, quelle irregolari continuano ad attestarsi ad una percentuale vicina al 65%. Fra le note salienti, l’incremento del 35% di lavoratori irregolari, ma anche la riduzione del lavoro nero nell’edilizia, dove però esplode il fenomeno del part time.