Via libera, pur con qualche giorno di ritardo, al decreto ministeriale attuativo della nuova disciplina sul pensionamento anticipato. Si tratta delle modifiche introdotte con l’ultima legge di bilancio, in seguito all’intesa separata che il governo ha raggiunto con le sole Cisl ed Uil, ma incontrando forti critiche da parte della Cgil e della Ugl. La norma estende le categorie beneficiarie della cosiddetta Ape sociale; tali categorie passano da undici a quindici ed attengono ai lavori gravosi. Un elenco che ha suscitato qualche perplessità, ad iniziare dall’aver limitato i benefici di legge alle sole maestre di asilo e non a tutti i docenti, ad iniziare dalla scuola primaria, oppure il non aver considerato tutto il personale viaggiante, compreso quello su altri mezzi di trasporto, come gli aerei. Comunque sia, al momento, oltre alle maestre d’asilo, le categorie previste sono i camionisti, i macchinisti dei treni, gli edili, i gruisti, i facchini, gli operatori sociali per soggetti non autosufficienti, gli addetti alle pulizie, gli operatori ecologici, gli infermieri delle sale parto ed operatorie, i conciatori di pelle, i siderurgici, i braccianti agricoli, i marittimi e i pescatori. Non è sufficiente il solo appartenere ad una delle categorie indicate; è necessario avere altre caratteristiche oggettive (36 anni di contributi ed almeno 63 anni di età) per poter accedere all’Ape sociale, vale a dire all’indennità che è erogata dall’Inps in attesa del pensionamento vero e proprio. Cosa diversa è l’anticipo pensionistico propriamente detto, che è un prestito oneroso destinato ad incidere pesantemente sul presente e sulla pensione futura del lavoratore e della lavoratrice.