di Caterina Mangia

I giovani italiani? I più insoddisfatti al mondo. Bisognosi dell’aiuto di genitori e nonni per poter tirare avanti. Disposti a fare i lavori meno appaganti pur di sbarcare il lunario.
E’ un quadro allarmante quello che emerge dal combinato disposto di due recenti ricerche sui giovani: dalla prima, effettuata su scala mondiale da Sodexo, emerge che tra gli universitari i meno “felici” sono gli italiani; la seconda, condotto da Coldiretti/Ixé, rivela che il 35% dei trentenni del nostro Paese è costretto ad accettare aiuti da parte della famiglia per andare avanti, e che per più di un giovane disoccupato su due, il 56%, sarebbe gradito ricevere una proposta lavorativa per fare l’operatore ecologico.
Dal sondaggio di Sodexo è emerso che quasi 4 studenti universitari su 10, il 38%, è insoddisfatto della propria vita, mentre quasi la metà, il 46%, non è pago del proprio percorso accademico. Dati sconsolanti se confrontati alle risposte date dai “colleghi” indiani, cinesi, britannici, statunitensi e spagnoli: rispettivamente l’82%, il 76%, il 75%, il 73% e il 70% – percentuali ben nutrite – ha dichiarato di essere “ok” con il proprio iter studentesco.
Tra le ragioni che influiscono maggiormente sul vissuto negativo degli italiani, l’eccessivo carico di lavoro (51%), la mancanza di equilibrio tra studio, socializzazione e lavoro (44%) e la possibilità di trovare lavoro dopo la laurea (43%). Con un tasso di disoccupazione giovanile del 32%, non c’è da sorprendersi se quasi la metà degli studenti non è ottimista sulle opportunità successive al periodo di formazione.
La ricerca condotta da Coldiretti/Ixé conferma la situazione di grande disagio che affrontano le nuove generazioni: se un trentenne su tre è costretto a far ricorso all’aiuto della famiglia per andare avanti, la percentuale sale al 55% se si considera la fascia di età che va dai 18 ai 34 anni. Altro dato eloquente riguarda il fatto che il 68% dei giovani vive in famiglia, cercando di collaborare alle faccende domestiche e di fare la spesa: la famiglia, ha sottolineato il Presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, «è diventata una rete di protezione sociale determinante che opera come fornitore di servizi e tutele per i membri che ne hanno bisogno.  La struttura della famiglia italiana in generale, e di quella agricola in particolare, considerata in passato superata, si è invece dimostrata, nei fatti, fondamentale per non far sprofondare nelle difficoltà moltissimi cittadini».
La ricerca Coldiretti/Ixé sottolinea anche l’alto grado di flessibilità e di adattabilità dei giovani in tema di lavoro: costretti a far fronte a una congiuntura occupazionale drammatica, più della metà accetterebbe un posto da operatore ecologico; il 50% è disposto a fare il dog sitter; il 39% sarebbe disponibile a lavorare come pony express, e il 37% l’operatore di call center.