Stando alla stima flash elaborata dall’Istituto di statistica della Commissione europea, l’inflazione annua dell’area euro a gennaio potrebbe essere stata pari all’1,3%, riportando un rallentamento rispetto al mese precedente, quando si era attestata all’1,4%. Dall’analisi si può notare come gli aumenti maggiori dei prezzi dei abbiano interessato i beni energetici (+2,1%) e la voce legata agli alimentari, all’alcol e ai tabacchi (1,9%). Più contenuta la crescita dei prezzi delle altre tipologie di beni (quelli industriali no energetici riportano un +0,6%) e servizi (+1,2%). Non deve quindi stupire se l’inflazione di fondo – ovvero il dato al netto delle componenti più volatili, come alimenti non lavorati ed energia – sia rimasto stabile al +1%. Il rallentamento indicato dalla stima flash diffusa oggi è in linea con le attese contenute nell’ultimo EurozoneEconomic Outlook e formulate da Ifo, Istat e Kof, secondo le quali alla fine del primo trimestre si assisterà ad un rallentamento dell’inflazione all’1,2%, contro il +1,4% registrato nell’ultimo trimestre dell’anno appena concluso. Un +1,4% è invece stimato per il secondo trimestre del 2018. Rimane quindi ancora lontano il target del 2% fissato dalla Bce. Proprio un paio di giorni fa il capo economista della banca centrale europea ha ribadito come il programma di acquisto di Bond – il Quantitative easing – terminerà solo quando ci sarà un avvicinamento reale all’obiettivo fissato dal Direttivo.