L’insicurezza, la paura e la vergogna viaggiano ormai incontrastate, da Nord a Sud, sui binari che ogni giorno circa2 milioni e 841 mila passeggeri, in costante aumento, percorrono i collegamenti regionalidall’alba al tramonto. Tre di questi sfortunati viaggiatori che stamattina transitavano sul treno Trenordregionale 10452 Cremona – Treviglio – Milano Porta Garibaldi, deragliato a Pioltello, non torneranno più a casa;46 sono rimasti feriti di cui 5 in modo grave.
Le cause del disastro sono ancora da accertare ma intanto si sadalle verifiche di Rfi che il treno ha percorso circa 2kmcon alcune ruote fuori dalle rotaie prima che una delle tre vetturecolpisse un palo della trazione elettrica e si accartocciasse. È stato verificato inoltre un cedimento strutturale di circa 20 cm di binario, più o meno due chilometri più indietro rispetto al luogo del deragliamento, ma ancora non è chiaro se ciò sia la causa o l’effetto del deragliamento stesso. I tecnici Rfi hanno escluso qualsiasi malfunzionamento degli scambi della stazione di Pioltello e accertato il funzionamento dei sistemi di sicurezza della rete.Staremo a vedere. Quasi impossibile non ricordare l’incidente avvenuto il 12 luglio 2016 in Puglia tra Andria e Corato al km 51 della linea Bari-Barletta, dove la collisione tra due treni causò la morte di 23 persone, tra di essi i due macchinisti, e 50 passeggeri feriti.
Pur con alcune differenze sostanziali, Lombardia e Emilia Romagna sono le più virtuose, per far capire la crisi del trasporto ferroviario in Italia secondo il Rapporto Pendolaria 2017 di Legambiente bisogna guardare la servizio Intercity. «Nonostante questi treni siano fondamentali nelle direttrici fuori dall’Alta Velocità, in particolareal Sud, e nei collegamenti con i centri capoluogo di Provincia, dal 2010 la riduzione delle risorse, conproroghe del contratto tra il Ministero delle Infrastrutture e Trenitalia, hanno portato a una riduzione drasticadei collegamenti,come emerge con chiarezza dal bilancio consolidato di Trenitalia.Per i convogli a lungapercorrenza finanziati con il contributo pubblico, principalmente gli Intercity, l’offerta in termini ditreni/km è scesa dal 2010 al 2016 del 15,5% e parallelamente sono calati i passeggeri del 40%. Stessidati si leggono nel trasporto regionale, dove calano treni e passeggeri fino al 2014 mentre si assiste ad unaripresa per il 2015 e 2016 sul fronte dell’offerta di treni. Al contrario le “Frecce” sono aumentatecostantemente da 47,7 milioni di treni/km nel 2010 a 57,2 mln nel 2016, un aumento pari a +16,7%».
Non investire adeguatamente sul trasporto pubblico localeequivale a maltrattare lavoratori e pensionati, studenti, disoccupati giovani o meno giovani, famiglie. Significa anche chiudere entrambi gli occhi sulla sicurezza e sulla prevenzione.
Una vera e propria inciviltà al limite dell’incostituzionalità: se l’articolo 1 della Costituzione definisce la nostra una Repubblica fondata sul lavoro, perché proprio i mezzi pubblici su cui quotidianamente viaggiano erischiano la vita i lavoratori devono essere i più vecchi, i più mal funzionanti e i più rischiosi?
L’APPELLO DEI SINDACATI
«Chiediamo ad Rfi di convocarci in tempi brevissimi»
«Esprimiamo profondo cordoglio esolidarietà ai feriti ed alle famiglie delle vittime del tragicoincidente che si è verificato nei pressi della stazione diPioltello”. È quanto affermano Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl TAF eFast Ferrovie, aggiungendo “il nostro sostegno a tutti coloro chesono impegnati nei soccorsi e vicinanza a tutti i lavoratori epasseggeri coinvolti”. “Ci aspettiamo – aggiungono le organizzazioni sindacali dei trasporti- che gli organi competenti possano, nel più breve tempo possibile,ricostruire la dinamica di quanto accaduto ed individuare le cause.Intanto – sostengono infine Filt, Uiltrasporti, Ugl Taf e Fast -chiediamo ad Rfi di convocarci in tempi brevissimi».