di Caterina Mangia
Un’esistenza da 6,9.
Questo il voto che gli italiani danno, complessivamente, alle loro condizioni di vita.
Lo conferma un’indagine dell’Istat sui primi mesi del 2017: nonostante le stime rosee diffuse nell’ultimo periodo dagli istituti di statistica, il grado di soddisfazione dei cittadini rimane sostanzialmente fermo rispetto all’anno precedente, così come resta stabile la percezione della situazione economica familiare e individuale, delle relazioni di salute e di lavoro.
A perdere leggermente piede è invece l’appagamento degli italiani per quanto riguarda le relazioni amicali e il tempo libero: in un’epoca il cui trend è lavorare sempre di più per guadagnare sempre di meno, è facile pensare che i primi “rami” da tagliare riguardino i campi della compagnia e dello svago.
In lieve diminuzione anche il numero di persone dai 14 anni in poi che si dichiarano “molto contente” delle proprie condizioni generali di vita: sono passate dal 41% del 2016 al 39.6 del 2017.
La ricerca dimostra inoltre che, all’avanzare degli anni, diminuisce l’appagamento personale: se il 52,8% dei 14-19enni si dichiara altamente soddisfatto, soltanto il 33,9% degli ultra 75enni lo fa.
A conferma della percezione diffusa tra gli italiani, scricchiola il giudizio sull’adeguatezza delle risorse economiche dei nuclei familiari: si è dichiarato soddisfatto il 57,3% nel 2017, a fronte del 58,8 nel 2016; ne deriva che un’altra nutrita “fetta” di italiani non è appagata.
Per fortuna, però, che c’è la famiglia e la salute: con il 90,1%, gli italiani confermano in modo quasi unanime la propria soddisfazione per le relazioni con la parentela, mentre l’80,6% è contento del proprio stato di salute.