I sindacati, Cgil ed Ugl in testa, parlano di fuga e si dicono pronti ad utilizzare ogni arma a loro disposizione per contrastare la decisione presa da Ericsson di disdettare il contratto collettivo delle telecomunicazioni nella sua nuova controllata Ericsson services Italia. Operazione che, peraltro, anticipa l’altra ancora più dolorosa se possibile relativa all’ipotesi di 150 esuberi sui 500 transitati nella nuova società. L’azienda parla di necessità, ma le modalità adottate non convincono le organizzazioni sindacali, chiamate ad un nuovo tavolo di confronto il 9 gennaio, dopo il vertice del 28 dicembre al Ministero dello sviluppo economico.