di Caterina Mangia

L’editoria perde campo, così come i “cari”, vecchi giornali cartacei: la  loro diffusione negli ultimi cinque anni è calata del 33,3%.
E’quanto emerge da uno studio condotto da R&S Mediobanca sui nove principali gruppi editoriali italiani, a cui fanno capo i maggiori quotidiani nazionali: non è stato facile far fronte all’era del digitale, dei social e degli smartphone, tanto che dal 2012 al 2016 l’occupazione nel comparto è stata tagliata del 20,8 per cento, e sono 3.422 le persone in meno che lavorano nel settore, attestandosi a 13.038.
Sono il Sole 24 Ore e Rcs ad aver ridotto maggiormente gli organici, rispettivamente del 34,2% e del 29,4%, pari a 600 lavoratori per il quotidiano economico, e a quasi 1.500 dipendenti per Rcs; i ridimensionamenti hanno riguardato principalmente operai e colletti bianchi, in calo del 33,7 e del 23%, mentre il numero di giornalisti è calato del 14,2%. Soltanto Cairo Editore è riuscito a rimpinguare gli organici, passando da 202 a 215 dipendenti.
Il taglio dei posti di lavoro giornalistici è stato particolarmente importante per Mondadori, Rcs e Il Sole 24 Ore, che registrano rispettivamente -20,8%, -17,7% e -16,1%. Per quanto riguarda i ricavi aggregati dei nove gruppi editoriali, che ammontano a 3,7 miliardi, il calo rispetto al 2012 è del 25,7 per cento: l’unico dato positivo riguarda il fatto che la diminuzione nell’ultimo anno è in rallentamento (-5%).