Santa pensione. Per 3,2 milioni di famiglie italiane, l’assegno previdenziale rappresenta l’unica fonte di reddito percepito. In totale, le famiglie con almeno un pensionato all’interno sono oltre dodici milioni, con un reddito netto medio di poco superiore a 29mila euro annui, quasi 1.400 euro in meno rispetto al reddito medio netto di una famiglia senza pensionati. Soprattutto in un periodo di forte crisi, il reddito da pensione è, comunque, servito per allontanare lo spettro del forte disagio economico. Infatti, le famiglie con reddito da pensione a rischio povertà sono il 16,5%, a fronte del 24,2% del dato complessivo di tutti i nuclei familiari. Il rischio povertà esplode nel momento in cui il pensionato è chiamato a sostenere familiari adulti privi di occupazione; si sfiora, in questo caso, il 35%. Le pensioni da lavoro sono in maggioranza percepite da uomini – la distanza è di circa dieci punti percentuali: 55,2 contro 44,8% -, i quali possono contare su di un assegno ben più consistente: a fine anno, la differenza è di quasi 8mila euro. Le cosiddette pensioni assistenziali, viceversa, sono erogate principalmente a donne; sono poco meno del 60%. In questa tipologia, non si ha una differenza di genere particolarmente marcata. 16 donne su 100 in età da pensione non percepiscono alcun assegno per ragioni di reddito familiare; la percentuale scende al 3% per gli uomini. Escludendo le pensioni di reversibilità, il 26% delle donne è privo di copertura. A parziale consolazione, negli anni si sta riducendo il differenziale sugli importi fra uomini e donne, sceso, per la sola vecchiaia, di circa dieci percentuali in un decennio.