Perché la tragedia nell’acciaieria di Torino resta ancora oggi una ferita aperta
Era la notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007 quando sette operai morirono a causa di un incendio all’interno dell’acciaieria della Thyssenkrupp a Torino. Antonio Schiavone perse la vita quasi subito, travolto dall’ondata di fuoco. Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi morirono invece dopo alcuni giorni di agonia. Dieci anni sono passati dalla tragedia avvenuta nella sede torinese (chiusa poi nel 2008) dell’azienda tedesca, tra le più importanti in Europa nel settore siderurgico. L’iter giudiziario sul rogo della Thyssen si è concluso nel maggio 2016, dopo nove anni di processi, con la conferma delle condanne ai sei imputati. E la definitiva parola “fine” alla vicenda è stata messa a ottobre, con la Cassazione che ha dichiarato inammissibili i ricorsi straordinari presentati dall’ad, Harald Espenhahn (condannato a 9 anni e 8 mesi) e dai dirigenti Gerald Priegnitz, Marco Pucci, Daniele Moroni. I due principali condannati – Espenhahn e Priegnitz, entrambi tedeschi – sono ancora liberi nonostante il mandato di cattura europeo che è stato emesso nei loro confronti. Ma oltre alle lacrime versate dai familiari delle vittime, cosa resta dieci anni più tardi? Quella notte è ancora oggi nella mente di tutti, l’emblema del caro prezzo dell’insicurezza, dell’incuria, un fallimento per la democrazia. «Il lavoro costituisce il cardine del patto di cittadinanza su cui si fonda la nostra Repubblica ed è un diritto del lavoratore e un dovere della società che vengano rispettate ed applicate le norme sulla sicurezza – è il pensiero del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella –. In questi dieci anni nella prevenzione degli incidenti e nel supporto agli infortunati sul lavoro sono stati fatti passi avanti, ma resta ancora molto da fare per far sì che la sicurezza venga considerata essa stessa un volano che contribuisce allo sviluppo». Dopo il fatto venne varato il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81) e per quanto si sia registrato un miglioramento, i dati ci ricordano che sul tema non si deve mai abbassare la guardia. Le morti sul lavoro nei primi dieci mesi del 2017, informa l’Inail, sono aumentate rispetto allo scorso anno. Così come le denunce per infortuni. La sicurezza sui luoghi di lavoro non è un costo da eludere.