di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

È diventata una vera ossessione. Il pericolo fascista incombe. Non, naturalmente, sul Paese, ma nei mass-media dell’establishment in base ai quali sembrerebbe imminente, questione di ore o forse di minuti, un ritorno del regime. Sembra valere la considerazione, o il suggerimento, di Umberto Eco quando affermava che «non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie». Il famoso scrittore e filosofo non a caso padre del concetto di «Ur fascismo», il fascismo eterno che va oltre l’esperienza storica dei regimi del XX secolo e fa trovare degli elementi comuni nei vari movimenti della cosiddetta «estrema destra». Senz’altro vero, forse anche abbastanza ovvio, ma da qui a creare l’allarme per ogni evento vagamente riconducibile ai nostalgici del Ventennio, sbattendo in prima pagina fatti di cronaca che, per quanto deprecabili, con altre colorazioni politiche sarebbero rimasti al massimo relegati in trafiletti di notizie locali sembra francamente eccessivo. È lecito, quindi, domandarsi il perché di questa ossessione. Le risposte possibili sono diverse. La prima: siamo in campagna elettorale. Il nuovo sistema premia le coalizioni e cosa c’è di più comodo per aggregare le sinistre recalcitranti nel trovare punti d’unione su temi non da poco come pensioni e articolo 18? Semplice, semplicissimo: un nemico comune, uno spauracchio buono per tutte le stagioni, di fronte al quale fare professione di fede antifascista, serrare i ranghi, ricompattare le fila, organizzare manifestazioni finalmente unitarie, facili facili, con slogan vecchi di settant’anni e buona pace di lavoratori e pensionati. Dei loro problemi si parlerà poi. La seconda: siamo in piena campagna elettorale. Come fare a mascherare la débâcle di Renzi e Gentiloni, il fallimento politico del Pd che non ha portato alla ripresa, ma anzi lascia in eredità un Paese ancora più in crisi, più povero e indebitato di prima nonostante le alchimie statistiche a tentare di dimostrare il contrario, con l’incombente giudizio della Ue sui conti che non tornano, con gli scandali bancari, con vertenze apertissime, da Ilva ad Alitalia, con culle vuote e giovani in fuga? Serve un cattivo, cattivissimo, insomma qualcuno che possa mettere più paura di Renzi e del Pd. Non è facile. Allora si scomoda il fascismo. La terza: siamo nel pieno di una durissima campagna elettorale. I sondaggi danno in vantaggio il Centrodestra, come dimostra il caso Sicilia. Lo scontro è fra destra e Cinque stelle, il Pd non è pervenuto, come accaduto a Ostia. Gli Italiani sono stufi delle ricette di una sinistra che ha abbandonato la classe lavoratrice e punta tutto su un’accoglienza indiscriminata e insostenibile per un Paese piccolo e in crisi come il nostro. Perciò la destra cresce e potrebbe vincere. Che fare? Ecco, quindi, sbattuto il «mostro» in prima pagina.