di Antonella Marano
La voce dei 1500 lavoratori dell’Istituto di vigilanza privata Securpol Group è stata rappresentata con forza oggi, in piazza dell’Esquilino a Roma, durante il sit in di protesta organizzato dall’Ugl Sicurezza Civile. Presenti insieme ai lavoratori anche Francesco Paolo Capone, segretario generale, Claudio Durigon, vicesegretario generale e una folta delegazione confederale. Ad esprimere solidarietà ai lavoratori anche l’on. Barbara Saltamartini (Lega Nord).
La vertenza della Securpol affonda le radici in tempi non recenti, per l’esattezza nel 2013, ma è stato il 2017 a trascinare nella crisi più profonda la società investita da un pesante crack finanziario. Infatti i vertici della società Securpol sono finiti sotto indagine per banca rotta fraudolenta e d’allora l’azienda è stata commissariata dal Tribunale di Civitavecchia che ne ha bloccato i conti. Così da ben quattro mesi 1500 lavoratori, tra guardie giurate e amministrativi, non percepiscono lo stipendio e vivono in una situazione di profondo disagio.
A fare luce sulla delicata vertenza è stato Enrico Doddi, segretario nazionale dell’Ugl Sicurezza Civile in sciopero della fame e incatenato ai cancelli della sede della Securpol di Fiumicino da ben sei giorni.
In attesa dell’8 settembre prossimo, momento in cui al Mise si affronterà la questione anche con i commissari della società, questa mattina una delegazione dell’Ugl (Luca Malcotti, segretario nazionale dell’Ugl Terziario, Giovan Giuseppe Festa segretario territoriale Ugl Sicurezza Civile Roma, Daniela Ballico segretario Ugl Roma e una rappresentanza dei lavoratori della Securpol) sono stati ricevuti al ministero dell’Interno che, attraverso la voce dei propri dirigenti si dice pronta ad impegnarsi nella vicenda e a vigilare sui cambi di appalto. Ad oggi, infatti, per i pochi lavoratori che sono stati assunti dagli istituti di vigilanza subentrati negli appalti che aveva Securpol non è stata rispettata la clausola sociale prevista dal Ccnl
Ovviamente tra i primi nodi da sciogliere resta proprio lo sblocco dei conti correnti da parte del Tribunale di Civitavecchia. Resta poi l’attesa maggiore è legata al 16 settembre data in cui dovrebbe pronunciarsi proprio il Tribunale in merito alla procedura fallimentare dell’azienda stessa. L’auspicio è che si trovi prima di quella data una situazione di ampia tutela per oltre 5mila famiglie il cui futuro è in bilico da mesi.
“Siamo disperati – raccontano durante il sit in alcuni lavoratori – c’è chi ha un mutuo sulle spalle, un affitto, le bollette da pagare e una famiglia da sostenere. Nelle scorse settimane hanno perso la vita due colleghi, uno di loro si è suicidato. Aveva 36 anni ed una vita davanti a sé. Non possiamo restare fermi in attesa che ci crolli il mondo addosso. Perché, in queste ore, è proprio questo che stiamo aspettando. Abbiamo poche speranze sul futuro dell’Istituto ma, fino all’ultimo, vogliamo credere che qualcosa si sblocchi e che anche il Governo faccia la sua parte sollecitando il Tribunale a sbloccare i conti correnti e a trovare poi una situazione per tutti noi”.