di Antonella Marano
Il fuoco non dà tregua e, mentre l’Italia continua a perdere pezzi di un’inestimabile patrimonio naturale, si tenta di correre ai ripari. Da una parte le Regioni, tra molteplici difficoltà, e dall’altra la Protezione civile. Rispondere all’emergenza, però, sopratutto in questo periodo, risulta sempre più un’impresa. Solo nel 2017, ha precisato Fabrizio Curcio, Capo del Dipartimento della Protezione civile, in audizione al Senato, sono state effettuate richieste di interventi aerei pari al 148 per cento in più rispetto all’anno precedente. In sostanza dal 1° gennaio al 30 luglio sono state 1.399 le richieste di contributo aereo per lo spegnimento di incendi boschivi in Italia.
La Regione che ha richiesto un numero di interventi maggiore è stata la Sicilia (23%) segue il Lazio con il 15%, la Campania con il 14% e la Calabria con il 13% .
Dal 10 luglio le richieste dalla Sicilia sono state quotidiane richiedendo un totale di 333 ore di volo sul fuoco con più di 3.700 lanci di estinguente.
In Campania, tra 15 giugno e 30 luglio, sono state 162 le richieste di concorso aereo, 108 tra 10 e 30 luglio, richiedendo 403 ore di volo sul fuoco e 3.300 lanci di estinguente. Per quanto riguarda la Pineta di Castel Fusano, a Roma, Curcio parla di “dati significativi in termini di periodo: tra il 17 luglio e il 28 luglio in 12 giorni ci hanno chiamato 10 giorni su 12”, richiedendo ogni volta l’impiego di due Canadair e un elicottero, più o meno. Insomma, “12 giorni molto intensi certamente giustificati da fuochi e inneschi persistenti, sui quali andrà fatta un’analisi”.
Fondamentale il ruolo delle Regioni nel rispondere con determinazione, anche tra molteplici disagi, all’emergenza. Sempre Curcio ha precisato in audizione che “nonostante le difficoltà alcune Regioni hanno messo in campo un’azione organizzativa, come ad esempio nel caso della Sardegna, della Toscana e in quota parte per il Lazio”.
Ieri i 130 detenuti della Colonia penale di Is Arenas ad Arbus, sulla costa sud occidentale della Sardegna, hanno trascorso la notte in spiaggia per via di un gigantesco rogo che ha interessato la casa circondariale. I detenuti sono stati tenuti costantemente sotto controllo dagli uomini della Penitenziaria mentre in mare le motovedette di Capitaneria di porto, Carabinieri e Guardia di finanza monitoravano la zona. Solo questa mattina personale e ospiti dalla Colonia penale sono potuti rientrare nelle camere. Momenti di paura, ieri notte, anche per alcune strutture turistiche e per gli agriturismi molti dei quali sono stati costretti a far evacuare i propri ospiti.