In calo, ma comunque troppi. Gli infortuni mortali nel 2016 sono stati 618, in diminuzione del 12,7% rispetto al 2015 e di circa il 25% rispetto al 2012. Stime, quelle diffuse dall’Inail, che fanno comunque rabbrividire e impongono la necessità di maggiore prevenzione, soprattutto se di tiene conto che il 2016 ha segnato un boom delle malattie professionali. Le denunce di malattia legata all’attività lavorativa svolta sono state, infatti, oltre 60mila, in aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente e del 30% rispetto al 2012. I soggetti ammalati sono circa 45mila, di cui il 37% circa per causa professionale riconosciuta. Sono stati poco meno di 1.400 i lavoratori con malattia correlata all’amianto. I lavoratori deceduti, sempre nel 2016, con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.297 (il 32,2% in meno rispetto al 2012), di cui 357 per silicosi-asbestosi (l’88% è con età al decesso maggiore di 74 anni).
C’è poi un altro aspetto da tenere presente. Secondo quanto afferma l’Inail sia per le denunce che per gli infortuni accertati si tratta del dato più basso da nove anni, ossia dal 2008 (anno d’inizio delle serie storiche comparabili). Il quadro riguarda però solo le denunce effettuate all’Istituto, manca il lavoro nero.
Inoltre, se facciamo un piccolo salto indietro, pochi giorni fa, è stato lo stesso ente a sottolineare che nel primo trimestre 2017, le denunce di morti bianche sono aumentate del 12,4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Gli infortuni sul lavoro con esito mortale denunciati sono stati 190 contro le 169 del primo trimestre 2016. Un dato che risente ovviamente dei due gravi incidenti di gennaio 2017, la valanga sull’albergo di Rigopiano e la caduta dell’elisoccorso a Campo Felice, ma che non va di certo sottovalutato visto che, sempre secondo l’istituto, c’è stato un deciso aumento generale degli infortuni sul lavoro nel primo trimestre: sono stati infatti 134 mila (di cui 112 mila in occasione di lavoro e 22 mila nel corso degli spostamenti), in aumento del 5,9% (7.430 denunce in più) rispetto al primo trimestre del 2016.
Quindi, sebbene complessivamente i casi di morti sul lavoro siano in diminuzione, il numero resta ancora troppo elevato, una tendenza preoccupante confermata proprio dai dati del primo trimestre 2017. La prevenzione e l’informazione sono essenziali per arginare questo drammatico fenomeno, così come il fatto che ogni azienda deve rendersi conto che investire sulla sicurezza è un dovere. C’è da dire, infatti, che tra i numeri diffusi oggi, quello davvero inquietante riguarda le ispezioni: nel 2016 sono state controllate 20.876 aziende (da 324 ispettori), il 73% del terziario, il 23% del settore industria: l`87% sono risultate irregolari.