Tutto cambia per non cambiare. Dal famoso ‘spot pubblicitario’ racchiuso nello Youth Guarantee alla riforma del Jobs Act, per i giovani e per i lavoratori solo belle parole. Intanto le nuove generazioni sono costrette a trovare fortuna altrove e le famiglie diventano sempre più povere.

Questa mattina ‘Il Messaggero’ ha pubblicato un’indiscrezione in merito al dossier diffuso dall’Istat contenente la ‘redistribuzione del reddito in Italia’ , una simulazione fatta per capire qual è il livello di disuguaglianza nella distribuzione del reddito all’interno del Paese.

L’Istituto ha considerato tra le misure di redistribuzione del reddito anche il famoso bonus di 80 euro, l’aumento della quattordicesima per i pensionati e il Sia, sostegno all’inclusione attiva. Il risultato del dossier mette in evidenza che i giovani sono sempre più a rischio povertà e che, fino ad oggi, ogni passo fatto è stato compiuto ‘a favore’ di chi già lavora o chi è già in pensione.

Per questo motivo il governo ha deciso che nella prossima legge di stabilità, tutte le risorse disponibili saranno destinate a favorire l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani.

Proprio Paolo Gentiloni, di recente, ha confermato l’impegno per una riduzione del cuneo fiscale.  Le misure saranno pronte per la prossima legge di Stabilità che sarà presentata in autunno.

L’ipotesi alla quale il Tesoro sta lavorando è una defiscalizzazione totale per i giovani neo assunti, fino ai 35 anni di età, che sarebbe valida per i primi due anni di contratto.  A questa dovrebbe essere affiancato un taglio di quattro punti  del cuneo fiscale. Due punti andrebbero a ridurre il costo del lavoro per l’impresa, mentre altri due punti andrebbero direttamente ad aumentare la busta paga del lavoratore. Per il vice ministro all’Economia Enrico Morando “tale ipotesi prevede una completa fiscalizzazione dei contributi non versati”.  Gli italiani, soprattutto i giovani under 35, restano quindi in attesa di ulteriori novità. Si spera, questa volta, novità positive e concrete.