Non è la quantità ma la qualità di tempo impiegato nello studio a far ottenere agli studenti ottimi risultati. Non è proprio la ‘scoperta’ dell’acqua calda ma, gli italiani continuano a ‘sbagliare’ e, i troppi compiti a casa per gli studenti, fanno precipitare il Belpaese al 34° posto della classifica stilata dall’Ocse.
Secondo la ricerca realizzata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico dal titolo “Gli studenti impiegano abbastanza tempo per imparare?” e che tiene conte del Pisa (Influential Programme for International Student Assesment) la Finlandia è il Paese in cui si studia meno ore ma si apprende di più. In media i quindicenni studiano 2,2 ore a settimana matematica, 1,9 ore finlandese e 2 ore scienze.
L’Italia, che è al 34° posto, dedica allo studio il doppio delle ore: 4,1 di scienze, altrettante di matematica e 4,4 di italiano.
Nel report sono stati incrociati i dati sulle performance dei quindicenni di mezzo mondo in scienze, lettura e matematica, con il tempo dedicato allo studio a scuola e a casa. Risultato: chi studia di più a casa non ottiene per forza risultati migliori. E’ difficile dire quanto tempo gli studenti dovrebbero spendere nell’apprendimento, ma sembra chiaro che molti studenti passano troppo tempo a studiare dopo la scuola; almeno più di quanto sembra ragionevole se vogliono condurre una vita equilibrata. Lo studio e l’apprendimento dopo la scuola non solo possono essere ingiusti ma potrebbero anche essere un modo meno efficiente per raggiungere risultati migliori. I politici, le scuole, gli insegnanti, i genitori e gli studenti dovrebbero raddoppiare i loro sforzi per rendere più efficaci i tempi di apprendimento a scuola.