di Caterina Mangia

“Oggi diamo il via ai negoziati per un ritiro ordinato della Gran Bretagna dall’Ue. Dobbiamo affrontare le incertezze causate dalla Brexit, per i cittadini, per i beneficiari delle politiche europee, e per la questione delle frontiere, in particolare quelle irlandesi”.
Queste le parole del negoziatore Ue sulla Brexit Michel Bannier, che questa mattina ha accolto il ministro britannico David Davis alla Commissione europea per l’avvio formale del negoziato sulla Brexit al palazzo Berlaymont, il quartier generale della Commissione europea a Bruxelles.  “Spero – ha aggiunto Barnier – che oggi si possano identificare priorità e calendario che mi permetta di riferire al Consiglio europeo, che abbiamo un’apertura costruttiva dei negoziati”.
Per parte sua, il ministro Davis ha chiarito che “sebbene ci siano senza dubbio tempi di sfida davanti a noi, faremo tutto il possibile per dare un accordo che sia nel miglior interesse di tutti i cittadini”: “sono qui – ha aggiunto – per costruire una nuova, profonda e speciale partnership con l’Ue”.
Il colloquio è stato caratterizzato da toni cordiali e amichevoli, anche se è una Gran Bretagna lacerata quella che si è avviata ai negoziati: la premier Theresa May, fiaccata dall’esito del voto dell’8 giugno, guida un esecutivo agonizzante. Il Paese inoltre nell’ultimo periodo ha subito colpi durissimi. A pochi giorni di distanza dall’incendio della Grenfell Tower, che ha mietuto 58 vittime, e dopo gli atti terroristici di Manchester e Londra, ieri l’ennesima tragedia: a Finsbury Park, nella zona nord della capitale e nei pressi di una moschea, un furgone ha travolto i passanti ferendo dieci persone e provocando la morte di un uomo.
“I nostri pensieri – ha detto il ministro Davis prima di partecipare al round negoziale con l’Ue – sono con le vittime e le famiglie dell’orribile attacco a Londra. Sono in momenti che ci mettono alla prova come questi, che ci ricordano i valori e la determinazione che condividiamo col nostro alleato più vicino. C’è più che ci unisce di quanto ci divida”.