Ben 32 offerte per Alitalia, ora bisognerà capire quali di queste potranno superare l’esame per accedere alle prossime tappe del processo di vendita. Le paure però sono tante, soprattutto sulla possibilità di uno spacchettamento, visto che alcune compagnie avrebbero messo gli occhi solo su alcuni asset.  Eppure, il commissario straordinario di Alitalia, Luigi Gubitosi, su una possibile vendita per intero della compagnia è fiducioso. “E’ presto per fare una valutazione”, ha spiegato al termine di un incontro con il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, si tratta ora di “verificare la serietà e i requisiti” di chi ha fatto le proposte e “la consistenza” delle singole offerte. “Oggi la priorità è l’esame delle offerte, che sono un numero importante, e cercheremo di esaminarle molto velocemente”, ha aggiunto. Quelle che verranno ritenute idonee potranno accedere alla ‘data room’, la cui data di apertura resta confermata intorno a metà giugno: “Se non sarà il 15 sarà il 20 – puntualizza Gubitosi -, ma non dovrebbe slittare molto più in là”.
Intanto,  il ministro dei trasporti Graziano Delrio guarda con attenzione al tema del superamento del tetto del 49%, su cui la Commissione Ue presenterà oggi un pacchetto di misure che conterrà anche nuove linee guida su proprietà e controllo dei vettori. Secondo quanto si apprende, pur non toccando il tetto del 49% per le compagnie non europee, le linee guida daranno un’interpretazione della regola che potrebbe aprire la strada ad un ammorbidimento di fatto di quella soglia.
Ma chi sarebbero le compagnie interessate? Secondo indiscrezioni, una è Ryanair che ha dichiarato di aver presentato una manifestazione d’interesse, ma – si legge in un articolo de Il Giornale –  “non rivolta all’acquisto della compagnia, bensì a una collaborazione industriale per alimentare il lungo raggio di Alitalia; e ha assicurato che se Alitalia nel periodo estivo riducesse l’offerta, sarebbe pronta a colmare eventuali vuoti, mettendo a disposizione fino a 20 aerei”.
Discorso diverso per Lufthansa a cui non interessa rilevare l’intera compagnia ma, come ha spiegato l’ad Carsten Spohr,  potrebbe considerare in caso degli asset di Alitalia, come la flotta e gli slot. Secondo voci di corridoio potrebbe essere interessata anche Etihad (che già ne deteneva il 49% delle azioni) così come Delta tant’è chei, secondo quanto scrive il Giornale, “qualcuno pensa che Parigi possa fargli da sponda europea” perché “potrebbe rilevare fino al 49% di una compagnia europea, come a suo tempo fece Etihad; ecco che, in attesa di un allentamento della norma, l’alleato Air France potrebbe essere della cordata e rilevare una quota che permetta all’asse franco-americano di comandare”.
Sul tavolo dei commissari restano aperti anche altri dossier a partire dal capitolo relativo al personale. Ieri azienda e sindacati si sono confrontati al Ministero del Lavoro sulla procedura di cigs avviata due settimane fa: Alitalia ha chiesto di mettere in cassa integrazione a zero ore circa 300 dipendenti.  Nello specifico, i dipendenti di volo avranno la cigs a rotazione, mentre per 311 degli 828 dipendenti di terra coinvolti da cigs la cassa sarà a zero ore. I sindacati hanno però detto al termine dell’incontro di essere contrari anche se la procedura non ha il vincolo dell’accordo tra le parti, quindi saranno i commissari a decidere come procedere. Gli incontri proseguiranno lunedì e martedì in sede aziendale e il 16 al ministero del Lavoro. Oggi invece si apre la partita sul rinnovo del contratto di settore, scaduto a fine anno, con un nuovo incontro tra azienda e sindacati a Fiumicino.