di Caterina Mangia
Ilva sarà di Am Investco.
Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha firmato ieri il decreto che assegna il colosso siderurgico alla cordata ArcelorMittal-Marcegaglia, la cui offerta è stata valutata migliore di quella di AcciaItalia perché “nettamente superiore, sia per quanto riguarda il numero del personale sia per quanto riguarda il costo medio per dipendente”.
Lo ha dichiarato lo stesso ministro a Repubblica, assicurando che “nessun lavoratore Ilva verrà licenziato, 10 mila dipendenti resteranno al lavoro per tutta la durata del piano e a Taranto arriveranno complessivamente 2,4 miliardi di nuovi investimenti”. Chi non verrà assunto “da Am Investco – ha aggiunto – rimarrà a carico all’amministrazione straordinaria”, potrà “essere impegnato per i lavori di ambientalizzazione” e “comunque godrà della cig”.
“In particolare – ha spiegato – abbiamo ricevuto da Mittal una lettera di impegno ad assumere e mantenere 10.000 dipendenti nel gruppo Ilva e nelle società controllate per tutta la durata del piano e a valutarne un incremento quando la produzione potrà superare gli otto milioni di tonnellate. In sede di accordo sindacale questi numeri potranno ulteriormente migliorare”.
In realtà, dal tavolo che si è tenuto al Mise il 1° giugno in vista dell’acquisizione di Ilva, i sindacati non sono usciti soddisfatti, perché preoccupati dalle possibili ricadute sull’occupazione di un sito industriale che attualmente occupa 14mila addetti.
Il negoziato sindacale con l’aggiudicatario si aprirà nelle prossime settimane e nel corso della trattativa si testerà la reale disponibilità della cordata alla salvaguardia dei livelli occupazionali – tema strettamente legato al rilancio industriale – e si affronterà il tema del processo di ambientalizzazione.
In attesa dell’inizio della concertazione, oggi è comunque la giornata della soddisfazione: “la scelta fatta ha tutte le carte in regola per far ripartire sul serio il siderurgico”, ha affermato il ministro per il Sud, Claudio De Vincenti, ricordando che adesso “si apre subito per i Commissari la fase negoziale in esclusiva con l’aggiudicatario”. Parlando dei lavoratori, De Vincenti ha sottolineato che altrettanto importante dell’occupazione diretta è “quella indotta: la ripresa produttiva di Ilva significa lavoro nelle imprese fornitrici e utilizzatrici”.
Lakshmi N. Mittal, presidente e Ceo di ArcelorMittal, ha fornito rassicurazioni sul fatto che il piano “è supportato da un significativo programma di investimenti che permetterà all’Ilva di migliorare il suo mix di prodotti, di recuperare quote di mercato e di gestire le rilevanti problematiche ambientali”.
Per parte sua il presidente e Ceo di Marcegaglia Spa, Antonio Marcegaglia, ha dichiarato il proprio impegno affinché tutte le parti interessate possano trarre il massimo beneficio da questa straordinaria opportunità di rilancio del più grande asset siderurgico europeo che è Ilva”.
L’auspicio è che a queste parole seguano fatti.