di Annarita D’Agostino
Si fa sempre più teso il clima in Grecia dopo l’approvazione, fra divisioni politiche e tafferugli in strada e in Parlamento, di una nuova tranche di tagli (link ad articolo del 21 sull’argomento) a pensioni e sgravi fiscali per ottenere altri prestiti da UE e Fmi. L’ex premier greco, Lucas Papademos, è rimasto ferito nell’esplosione di un pacco mentre si trovava in macchina insieme all’autista e ad un agente di scorta nel centro di Atene.
Secondo quanto riportato dai media locali, Papademos non è in pericolo di vita. Lievi anche le ferite dei suoi collaboratori. Sono in corso indagini delle autorità anti-terrorismo per accertare le dinamiche ed individuare le falle di un sistema di sicurezza che, evidentemente, non ha funzionato come dovrebbe. Intanto, la Grecia è sotto shock per un attentato che, per la prima volta da quando è scoppiata la crisi del debito sovrano, colpisce un uomo politico che ha ricoperto importanti ruoli nelle istituzioni nazionali. Papademos, infatti, è stato a capo di un governo ‘tecnico’ tra il novembre 2011 e il maggio 2012, in una delle fasi più critiche della crisi greca, dopo essere stato governatore della Banca di Grecia tra il 1994 e il 2002 e vicepresidente della Banca centrale europea tra il 2002 e il 2010. Fra i primi ad inviare un messaggio di solidarietà, proprio il presidente dell’istituto di Francoforte, Mario Draghi, che ha espresso “tristezza” e “affetto” all’economista, attualmente docente in visita ad Harvard, a nome del Consiglio direttivo e di tutto lo staff della Bce. “Siamo rattristati – ha detto Draghi – dall’attacco contro il nostro ex-collega Lucas Papademos, un coraggioso uomo delle istituzioni della Grecia e dell’Europa”. “Siamo completamente scioccati da quello che è successo”, ha affermato il ministro greco Nikos Pappas, braccio destro del premier Alexis Tsipras, condannando “senza riserve” “questo atto terribile”. Numerosi i messaggi di solidarietà dal mondo politico ellenico.
Come ricorda Il Sole 24 Ore, Papademos ha guidato un governo di unità nazionale con i voti dei socialisti del Pasok e dei conservatori di Nea Dimokratia dopo il “ritorno dal tempestoso summit di Cannes – alla presenza di Obama, Sarkozy, Merkel e Berlusconi – del premier greco di allora, George Papandreu, che si dimise dall’incarico dopo aver proposto di andare a un controverso referendum sulla permanenza del Paese nell’euro”.
Al momento non sono arrivate rivendicazioni dell’attentato ma, in passato, la Grecia ha conosciuto episodi di attacchi a politici e giornalisti da parte di gruppi di estrema sinistra o anarchici. E l’attentato a Papademos fa ripiombare la Grecia nella paura, mentre il tessuto sociale ed economico continua a sfilacciarsi sotto il peso delle richieste dei creditori internazionali e di una crisi senza fine.
Dopo l’approvazione del nuovo pacchetto di tagli, l’Eurogruppo di Bruxelles dello scorso 22 maggio si è chiuso con un nulla di fatto. Il via libera ai nuovi aiuti alla Grecia è stato rinviato alla prossima riunione tra i 19 ministri dell’Eurozona e i rappresentanti del Fmi, che si terrà il 15 giugno. Sul tavolo, il finanziamento di aiuti per 7 miliardi di euro e trovare una formula per alleggerire il debito pubblico, ormai al 180% del Pil, evitando la bancarotta del Paese e il definitivo fallimento di un piano di salvataggio che, fino ad ora, ha impoverito la popolazione aggravando le tensioni sociali.