Il Paese delle contraddizioni: ci sono i fondi destinati alle persone con gravissime disabilità ma, alcuni comuni siciliani (tra cui Palermo), non avrebbero ancora accettato le domande che i disabili con patologie gravissime avrebbero presentato per accedere alle risorse stanziate dalla Regione in un apposito fondo ( come previsto dalla manovra finanziaria approvata dal Parlamento siciliano a fine aprile).
Insomma se ci sono le risorse ci pensa la burocrazia ad ostacolare il ‘buon welfare’. La norma era stata pubblicata in Gazzetta venerdì scorso, il bando è aperto e scade il 10 giugno. Ci sono tutte le carte in regola, e’ inspiegabile quanto sta avvenendo. “A quanto pare i burocrati incaricati della gestione delle istanze starebbero prendendo tempo in attesa che la norma, già pubblicata in Gurs e quindi in vigore, passi al vaglio di legittimità da parte Consiglio dei ministri”.
A denunciare ‘il caso’ è stata la deputata Mariella Maggio, portavoce di Art.1-Mdp a Palermo e presidente della commissione Ambiente dell’Assemblea regionale, che ha raccolto le segnalazioni dei familiari dei disabili. Maggio sollecita il governo Crocetta a trasmettere una nota “per incalzare i comuni ad accettare le istanze che vengono presentate dai disabili per l’accesso al fondo. Non bisogna perdere altro tempo”.
Il fondo per la disabilità ammonta a 240 milioni di euro: 36 milioni di fondi regionali, 68 milioni statali, 20 milioni per il trasporto dei disabili, 80 milioni provenienti da risparmi su appalti nella sanità e altri capitoli del bilancio e altri 34 milioni.

La firma del decreto tra speranze ed illusioni

Era stato firmato, a fine marzo, dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, il decreto sui disabili per l’accesso al fondo da 36 milioni stanziati all’inizio dello stesso mese. Il provvedimento individua due fasce di interventi, una per i disabili gravissimi che riceveranno per i prossimi tre mesi 5400 euro, una per i disabili di media gravità, che riceveranno 3 mila euro di assistenza. Tali anticipazioni sono erogate nelle more dei progetti individuali di vita indipendente, che dovranno essere elaborati dalle ASP e dai distretti sanitari, entro 90 giorni.

Le risorse saranno erogate direttamente alla persona con disabilità o al rappresentante legale, sulla base della sottoscrizione con l’Asp di un patto di cura che dimostri che le risorse vengono destinate al benessere della persona. Il patto di cura sarà sottoposto a controlli periodici e se dovessero essere verificate inosservanze, verrà sospeso l’assegno.
“E’ una risposta concreta – aveva dichiarato Crocetta – l’unica possibile se non si vogliono perdere dei mesi, perchè le forme di assistenza indiretta sono sottoposte ad adempimenti burocratici che non sono compatibili con la risposta immediata che dobbiamo a quei disabili gravissimi che in questi anni non hanno ricevuto livelli adeguati di solidarietà”.

“Ovviamente le risorse monetarie non sono l’unica forma di assistenza. Tali somme vanno a integrare gli altri benefici economici statali già concessi loro e le forme di assistenza sanitaria domiciliare concessa da ASP e comuni. La vera iniziativa comincerà in commissione bilancio già la prossima settimana, laddove sono state previste risorse addizionali per circa 200 milioni all’anno”.

Ora, non ci resta che attendere. La speranza è che tutti coloro che necessitano di assistenza (e sono  tanti) riescano ad ottenere ciò che gli spetta di diritto.