di Caterina Mangia

Due ore e mezza di duello verbale acceso, che ha incollato davanti al televisore 15,1 milioni di persone: questo il confronto tra Marine Le Pen e Emmanuel Macron, candidati al secondo turno delle presidenziali francesi.
Uno scontro duro, senza esclusione di colpi, con una Le Pen agguerrita: “Macron è il candidato della globalizzazione selvaggia, dell’uberizzazione, della precarietà, della guerra di tutti contro tutti”, ha spiegato la leader del Front National, che ha definito il suo avversario un uomo “compiancente con l’integralismo islamico”, dal “sorriso da passaporto”, “pilotato da Hollande”, che difenderebbe “argomenti vergognosi”.
“Lei ha la freddezza del banchiere d’affari che non ha mai smesso di essere”; così la politica di estrema destra ha apostrofato Macron, definendosi “la candidata del popolo, della nazione, della tutela dei posti di lavoro, della sicurezza, delle frontiere, della protezione dal fondamentalismo islamico” e mostrando una certa sicurezza: “in ogni caso, la Francia sarà governata da una donna, o sarò io o sarà la signora Merkel”.
Le Pen ha poi insinuato che Macron avesse fatto ricorso a una società offshore nei Caraibi: “spero non verremo a sapere che lei ha un conto offshore alle Bahamas”.
Di rimando il candidato di En Marche! ha sporto denuncia per “falso” e “propagazione di false notizie destinate ad avere un’influenza sul voto”. Le Pen avrebbe fatto riferimento a documenti, circolati su forum stranieri, e massicciamente condivisi sui social network che – fa sapere l’entourage di Macron – “sono dei falsi evidenti”, su cui la procura di Parigi ha già aperto un’indagine preliminare.
Animata anche la controffensiva di Macron: ha accusato la rivale del Front National di essere “una bugiarda” e di “non saper proporre nulla”: “la tua strategia è solo quella di dire menzogne” e di “approfittare della sofferenza della gente”, ha detto, facendo riferimento alla sua visita alla Whirlpool di Amiens. Le Pen, secondo il candidato di En Marche! rappresenterebbe “lo spirito della sconfitta per l’economia, l’Europa, i confini, il terrorismo”.