I decreti legislativi sul tema della regolamentazione delle nuove piattaforme digitali  del settore dei trasporti, quali Uber e MyTaxi, “saranno decisivi”.
E’ quanto hanno rivelato fonti del ministero dello Sviluppo economico all’Ansa, in vista dell’approvazione del ddl Concorrenza da parte del Senato, in cui è inserita la delega al governo sul riordino del settore trasporti: l’esecutivo sarà chiamato a intervenire in tema di adeguamento dell’offerta alle nuove tecnologie, e conseguentemente del contrasto dell’abusivismo e della promozione della concorrenza.
“Nel ddl Concorrenza – ha spiegato intervenendo nell’Aula del Senato il senatore Salvatore Tomaselli, relatore del provvedimento e capogruppo del Pd in commissione Industria a Palazzo Madama – abbiamo inserito una delega al Governo ad attuare, da qui ai prossimi mesi, una riforma organica del settore del trasporto pubblico non di linea: un tema complesso, molto discusso, di grande impatto sulla vita dei cittadini e delle città”.
“Nel merito – ha proseguito Tomaselli – penso sia maturo il tempo per una regolamentazione moderna ed efficiente di un comparto nel quale il ruolo principale e fondamentale è affidato al servizio taxi e così sarà ancora in futuro. Sarebbe, tuttavia, ipocrita non cogliere le novità del tempo che derivano dall’affermazione, sempre più significativa nella vita quotidiana di ognuno di noi, dei sistemi digitali e quindi delle applicazioni web”.
All’interno della delega contenuta nel ddl Concorrenza, continua Tomaselli, “sono previsti parametri e principi a cui il Governo dovrà attenersi, che dovrà portare, da qui ai prossimi mesi, a regolare in termini moderni ed efficienti questo così complesso settore della vita quotidiana di tutti noi, coinvolgendo gli operatori a tutti i livelli. Una riforma che sarà la vera risposta ad ogni forma di abusivismo vecchio e nuovo che affligge il settore”.
Secondo fonti del Mise ci sarebbe “un’apertura al dialogo e al confronto con il mondo dei tassisti e degli Ncc” da parte del ministero dello Sviluppo e dello stesso titolare del dicastero di via Molise. Tuttavia, per il senatore Maurizio Gasparri (Fi) lo scenario per i tassisti è tutt’altro che roseo: “in materia di concorrenza il governo mette la fiducia al Senato su un testo che contiene, all’articolo 71, una normativa penalizzante per i tassisti. La categoria è stata ingannata dal governo Gentiloni. Chiedemmo e ottenemmo un negoziato con il governo perché si trovasse una giusta intesa. Le trattative sono state aperte, ma Delrio, incapace su tutti i fronti, ha ingannato i lavoratori”.
Nello specifico, “il provvedimento ministeriale non ha ancora visto la luce, mentre invece su spinta della lobby di Uber – gratis o a pagamento? – è stato inserito un comma che favorisce quelli che operano senza alcuna garanzia occupazionale e di qualita’ per i consumatori. L’ennesimo tradimento del Pd”.
Per il vicepresidente del Senato la categoria sarebbe stata tradita e abbandonata anche dai senatori pentastellati: “ora abbaiano, poi, non hanno fatto nulla per aiutare i tassisti, disprezzandoli costantemente”. “Chi si affida a loro – ha proseguito – fa un errore clamoroso. Noi abbiamo sempre difeso le ragioni dei lavoratori della strada che non devono essere cancellati da una concorrenza sleale”. In conclusione, per Gasparri “il Pd ha mortificato i tassisti”.