Sanità al Sud sempre più in bilico. E’ Osservasalute ad evidenziare, attraverso un rapporto, il forte divario Nord-Sud che si riflette anche sull’aspettativa di vita.
Il Sud – denuncia l’indagine – dispone di minori risorse economiche, è gravato dalla scarsa disponibilità di servizi sanitari e di efficaci politiche di prevenzione. Questa disparità di accesso all`assistenza si riflette in modo sempre più evidente sulla salute delle persone: al Sud è molto più alta la mortalità prematura sotto i settant’anni di vita, indicativo secondo l`OMS dell`efficacia dei servizi sanitari. Una popolazione sempre più vecchia, con diminuzione di nascite sotto il tasso di
sostituzione, ma si riduce il numero dei centenari. E se il miglioramento degli stili di vita, anche se timido, è incoraggiante, sono in aumento i consumatori di alcolici.
Sebbene ancora resista alle conseguenze dei cattivi stili di vita e ai ritardi nella prevenzione, “complice” anche l`invecchiamento della popolazione il nostro Paese conta oggi un esercito di malati cronici, quasi 4 italiani su dieci: circa 23,6 milioni di           pazienti cui sono prescritti tanti farmaci e che spesso vanno dal medico causando un peso gravosissimo per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Allo stesso tempo aumenta il           divario Nord-Sud in termini di assistenza sanitaria e accesso al Ssn, con riflessi pesantissimi anche sull`aspettativa di vita.

E’ la fotografia scattata dal Rapporto Osservasalute 2016, illustrato alla Cattolica di Roma alla presenza del ministro Lorenzin. Un’approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane coordinata da Walter Ricciardi, Presidente dell`Istituto Superiore di Sanità, Direttore dell`Osservatorio e Ordinario di Igiene all`Università Cattolica, e da Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell`Osservatorio.

“Questi dati sono del 2015 e riportano un tranne             molto negativo che c’è stato nell’ultimo decennio che ha visto aumentare in modo così forte il divario dell’assistenza sanitaria, degli stili di vita e della prevenzione fra nord e sud che ha portato ad un’aspettativa di vita molto più bassa per chi nasce nel centro-sud. Una cosa inaccettabile”.
Ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine della presentazione del rapporto. “Il Patto della salute – ha chiarito – ha messo dei paletti molto importanti: ha cambiato le regole della programmazione sanitaria, ha messo fine ai tagli lineari, abbiamo cominciato a reinvestire sul Fondo Sanitario ma sopratutto attuando un meccanismo di recupero delle risorse. Ci sono due nuovi fondi per l’accesso ai farmaci innovativi ed oncologici, abbiamo investito nei nuovi Lea e nel piano vaccini. Vediamo ora con il piano della cronicità ed il nuovo piano della prevenzione quale saranno i dati di questo biennio. Spero che tutto questo ci aiuti ad invertire il trand”.