Una “finanziaria” che non solo aumenta le tasse, ma anche la spesa pubblica.
Questa la conclusione a cui è arrivata una ricerca del Centro studi Unimpresa, che – in vista del Def e della manovra correttiva dei conti pubblici – ha effettuato un “fact checking” sulla legge di bilancio approvata lo scorso dicembre, incrociando i dati del ministero dell’Economia e della Corte dei Conti.
Numeri alla mano, il triennio 2017-2019 non sarà foriero dei tagli al fisco che tanto vengono millantati durante qualsiasi campagna elettorale: a fronte di aumenti di tasse di 39,8 miliardi, le riduzioni saranno di 36,6 miliardi, pertanto il saldo alla fine dei tre anni sarà di circa 3,1 miliardi in più di “balzelli” da pagare.
Analizzando anno per anno la legge di bilancio approvata a dicembre, si nota che il 2017, rispetto agli anni successivi, sarà in discesa per le tasche dei contribuenti: gli incrementi di imposta saranno di 10,1 miliardi e la riduzione di 16,7 miliardi, per un saldo finale di 6,5 miliardi di tasse in meno da pagare. La salita inizierà nel 2018, quando gli italiani dovranno pagare 4,2 miliardi in più: gli aumenti saranno infatti di 14,6 miliardi e il taglio di 10,4 miliardi. Nel 2019 si continueranno a pagare più imposte per 5,4 miliardi, perché l’incremento sarà di 14,9 miliardi e la diminuzione di 9,4 miliardi.
A fronte di maggiori entrate per le casse dello Stato, nel triennio cresceranno anche le uscite: nessuna spending review è all’orizzonte, dato che la spesa pubblica salirà di 24,5 miliardi, ripartiti in 5,4 nel 2017, 10,8 nel 2018 e 8,2 nel 2019. Nel triennio i tagli alla spesa saranno di 22,1 miliardi, mentre le uscite saranno di 46,5 miliardi, per un saldo negativo per lo Stato di 24,5 miliardi.
“Abbiamo realizzato questa analisi di fact checking – ha osservato il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara – per agevolare ragionamenti e valutazioni in vista del Def e della manovra”. Ferrara ha infatti spiegato che “la tendenza degli ultimi anni è sempre stata a raccontare i dati e gli impatti delle misure economiche in maniera non sempre completa e veritiera. L’Unione europea ci chiede di correggere i conti pubblici per un eccesso di disavanzo per circa 3,4 miliardi e il nostro governo promette tagli di tasse. Qualcosa non torna – ha concluso – e l’operazione verità sull’ultima legge di bilancio aiuta ad aprire gli occhi”.