Sei pagine di risposta all’uscita della Gran Bretagna della Ue che a quanto pare non saranno molto concilianti. La lettera Ue in via di preparazione e di approvazione per il 29 aprile viene descritta come un documento preciso, chiaro e anche abbastanza duro. Queste le linee guida per il negoziato sul divorzio del Regno Unito dall’Ue, che il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, ha inviato oggi ai capi di Stato e di Governo dei Ventisette e illustrato in una conferenza stampa a La Valletta.
La proposta, che dovrà essere adottata all’unanimità dai leader dei Ventisette al vertice straordinario di Bruxelles del 29 aprile, a quanto pare chiarisce che l’Unione europea non accetta la richiesta di Londra di procedere parallelamente ai due diversi negoziati, quello sui termini del “divorzio”, e quello sulle relazioni
future tra le due parti, una volta che il Regno Unito non sarà più membro dell’Ue. Il negoziato, invece, dovrà cominciare subito solo sui termini del divorzio, focalizzato in particolare su quattro priorità.
Eccole: la garanzia che continueranno ad applicarsi i diritti acquisiti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito e di quelli britannici residenti nell’Ue, anche dopo la Brexit; Londra dovrà garantire che l’uscita dall’Ue non risulti in un vuoto giuridico che penalizzi le imprese dell’Unione operanti sino a quel momento nel mercato unico comprendente il Regno Unito; l’obbligo, per i britannici, di onorare tutti gli impegni finanziari presi in quanto membri dell’Ue (con il bilancio pluriennale 2014-2020); infine il problema della frontiera terrestre fra la Repubblica irlandese e l’Irlanda del nord, che con la Brexit diventerà da una parte frontiera, mercato unico e unione doganale dell’Ue e, dall’altra, un Paese terzo. Una questione, quest’ultima, di non facile soluzione che dovrà essere trattata con “flessibilità”.
Ma c’è anche la Scozia che bussa alla porta: la premier Nicola Sturgeon ha chiesto formalmente alla Gran Bretagna l’autorizzazione a organizzare un nuovo referendum sull’indipendenza dopo che il Parlamento scozzese ne ha autorizzato l’inoltro in seguito alla Brexit.
“Gli scozzesi devono avere il diritto di scegliere il proprio futuro, in altre parole di esercitare il nostro diritto all’autodeterminazione”, ha detto la premier cozzese.