Ben 2.037 esuberi per il personale di terra, nello specifico 1338 a tempo indeterminato, 558 a tempo determinato e 141 nelle sedi estere. Riduzione del 51% dell’organico negli uffici.
Questa è la ricetta Alitalia, immediatamente rispedita al mittente dai sindacati.
Una bocciatura drastica per il nuovo piano industriale, presentato oggi alle organizzazioni di categoria, che hanno indetto da subito uno sciopero di 24 ore per il 5 aprile.
Ora il confronto, come hanno annunciato i sindacati, si sposterà sul tavolo con il governo. Secondo indiscrezioni potrebbe tenersi già lunedì prossimo al Ministero dello Sviluppo economico.
L’azienda, secondo quanto trapela, ha chiesto anche tagli salariali del 28% per i piloti medio raggio, 22% per i piloti lungo raggio e 32% per gli assistenti di volo.
Nel piano sarebbero previste inoltre “fino a 500 assunzioni” di personale navigante fra piloti e  assistenti di volo dal 2019 e l’ingresso in flotta di 8 nuovi aeromobili di lungo raggio fra il 2017 e il 2021. La compagnia prevede anche di potenziare il lungo raggio con l’apertura di una decina di nuove rotte e destinazioni.
Un piano “semplicemente irricevibile” sottolinea il segretario nazionale dell’Ugl Trasporto Aereo, Francesco Alfonsi, spiegando i dati illustrati “non descrivono uno scenario industriale credibile”
Un piano non di sviluppo “ma di ridimensionamento”, sostiene il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, “fondato solo su sabbie mobili”. Per la Filt Cgil  “su queste cifre non c’è trattativa”,  l’obiettivo è portare gli esuberi “a zero”.  “Quello che ci è stato presentato – ha detto la Fit Cisl –  non è un piano di sviluppo, è soltanto un piano di sopravvivenza”.