Il fundraising è la nuova sfida del Sud. A proporre il ‘nuovo’ percorso di riscatto per il Mezzogiorno è la ‘Scuola del Sud’, una rete di organizzazioni e professionisti – promossa dalla Scuola di Roma Fund-Raising – che intende portare in breve tempo il fundraising alle radici dell’erba delle organizzazioni meridionali ad un costo accessibile, tenendo alto il livello di qualità e soprattutto di applicabilità nei contesti specifici delle organizzazioni.
Ad ospitare la presentazione del progetto è stata la Camera di Commercio di Napoli attraverso un open day rivolto a dirigenti e operatori del non profit e delle istituzioni pubbliche, a professionisti e a giovani laureati.
Il Mezzogiorno, come sempre ‘sedotto ed abbandonato’ dal Governo con i soliti slogan o piani di rilancio astratti, ha necessità di affrontare grandi percorsi sociali e culturali in relazione all’impoverimento del welfare e, per i vertici della Scuola del Sud questo è possibile attraverso il fundraising. In questa parte del Paese manca un operatore del settore che sia radicato e che faciliti l’incontro tra organizzazioni e fundraising per questo motivo la scuola del Sud scende in campo. A presentarla ieri, durante l’intera giornata formativa ed informativa del progetto sono stati proprio i vertici della Scuola di Roma Fund-Raising. Un contributo significativo per il Mezzogiorno ma per ridare ‘luce’, molto probabilmente, al Sud servirebbe un contributo concreto anche da parte dello Stato e del Governo.
“L’offerta formativa e consulenziale – spiega Massimo Coen Cagli, direttore scientifico della Scuola di Roma- in questo settore è concentrata al nord e al centro Italia e scarsamente adeguata al contesto meridionale. Per queste ragioni è nata la Scuola di fundraising del Sud, grazie all’impegno, insieme alla nostra agenzia, di una rete di organizzazioni non profit e professionisti che operano al sud, con il preciso intento di offrire formazione e consulenza di alta qualità e ad un costo contenuto”.
Valeria Romanelli e Antonio Del Prete, tra i promotori dell’iniziativa, spiegano: “Spesso ci siamo chiesti se anche al Sud la sfida del fundraising fosse davvero possibile; la diversa situazione economica di questa parte del Paese a volte sembrava un forte deterrente, probabilmente anche a causa di una dipendenza dall’assistenzialismo pubblico ancora molto spinta. Eppure proprio dal Mezzogiorno d’Italia stanno venendo tanti esempi di associazioni e cooperative che mettono in moto un’economia nuova e virtuosa costruita dal basso. Dietro a molti di questi casi di successo c’è la forza delle rete, un senso di condivisione delle idee e dei mezzi che, in fondo, fa parte del DNA di noi meridionali”
Il significato di fund raising
Il concetto di fund raising non può essere ridotto a quello di semplice raccolta fondi: è un’attività che deve infatti essere intesa come un insieme di azioni strategiche “permanenti”, e non come una semplice serie di tecniche da utilizzare in caso di necessità finanziaria. Una definizione più esaustiva definisce il fund raising come “il complesso di attività che l’organizzazione non profit mette in atto per la creazione di rapporti d’interesse fra chi chiede risorse economiche, materiali e umane in coerenza con lo scopo statutario e chi è potenzialmente disponibile a donarle”.
Il fund raising non è, dunque, solo una semplice richiesta di denaro, bensì un’attività strutturata che si basa su due principi guida dell’economia moderna; il principio di reciprocità e il principio dei matrimoni d’interesse.
Sono da escludersi dalle attività di fund raising tutte le attività commerciali in senso classico e le prestazioni di servizi a pagamento, ovvero tutte quelle attività che servono a vendere un bene, o molto più spesso nel caso di un’onp un servizio, ad un cliente che in cambio paga un corrispettivo sotto forma di prezzo.