Tira una brutta aria in casa May. Al centro del mirino la manovra finanziaria firmata da Philip Hammond, cancelliere dello Scacchiere, e presentata ai Comuni. In particolare, ad essere sotto accusa è l’incremento delle tasse sui contributi del lavoro autonomo annunciato a copertura di una spesa sociale aggiuntiva e di sgravi al business. Una decisione che secondo tanti rompe la promessa fatta agli elettori dallo stesso Partito Conservatore nel manifesto del 2015.
Si prevede un aumento dei contributi previdenziali dal 9 per cento al 10 per cento per i liberi professionisti nel 2018 e poi un ulteriore aumento all’11 per cento per l’anno successivo. Allo stesso tempo, vengono ridotte le esenzioni fiscali sui dividendi e annunciata una nuova ‘sugar tax’ sulle bevande gassate. La Finanziaria di Hammond concede 2 miliardi di sterline extra in 3 anni ai servizi di assistenza sociale, con 100 milioni di sterline in più assegnati ai reparti di pronto soccorso ed emergenza degli ospedali.
Il Paese si prepara ad un “futuro più luminoso”, ha detto il responsabile del Tesoro, ma allo stesso tempo l’extragettito previsto grazie al buon andamento dell’economia, “che continua a confondere i commentatori con una robusta crescita”, andrà usato per far fronte a possibili contraccolpi dovuti all’uscita dall’Europa.
La stampa britannica però non ha gradito la ricetta targata May e non ha usato mezzi termini, accusando duramente la scelta del governo. “I Tories rompono gli impegni sulle tasse”, titola il Daily Telegraph, con un commento affidato a Allister Heath dai toni del tutto che pacifici: “Un errore gratuito nel bilancio”, scrive il giornalista, “il lavoro autonomo è in piena espansione. Perché mettere tutto questo a rischio?”.
Il Guardian sostiene che il governo sia “caduto nella trappola delle tasse”. Quanto al discorso di Hammond lo definisce un intervento “di basso profilo” nella cui agenda manca a suo dire un vero programma economico per la Brexit.
“Philip Hammond non si è confrontato con l’unica vera questione che al momento interessa alla nazione: la Brexit”, scrive l’Independent. “Invece di concedere alcuni sgravi fiscali a chi è già avvantaggiato – scrive – avrebbe fatto meglio a mettere altro ‘benzina nel serbatoio’ per affrontare la Brexit e le turbolenze che inevitabilmente arriveranno”.
Molto negativi i commenti del Mirror: “il solito bilancio conservatore che aiuta i ricchi a spese dei poveri”.
La scelta di Hammond non convice neppure il Times, che imputa al ministro di aver compiuto un “blitz sulle tasse da 2 miliardi di sterline”. Il Financial Times, definisce la manovra di bilancio “severa” fatta nel tentativo di rafforzare le difese economiche in vista dell’uscita dall’Unione Europea”.