di Annarita D’Agostino
Con 256 sì e 102 astenuti, l’Aula della Camera ha dato il via libera al ddl Autonomi. Il provvedimento torna a Palazzo Madama per l’ok definitivo.
Importanti le novità contenute nel testo di legge, che accoglie le osservazioni delle parti sociali, presentate durante l’iter parlamentare. Per oltre 2 milioni di partite Iva e collaboratori arrivano misure di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, più tutele per maternità, malattie e infortuni, la definizione dello smart working, incentivi alla formazione, la possibilità di partecipare agli appalti pubblici, maggiori garanzie nei pagamenti e riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale.
Entrando nel dettaglio delle misure, per le lavoratrici sarà possibile usufruire del trattamento di maternità a prescindere dall’astensione dall’attività lavorativa; il congedo parentale sale da 3 a 6 mesi e potrà essere utilizzato fino al terzo anno di vita del bambino. In caso di gravidanza, malattia e infortunio, il rapporto di lavoro in essere non si estingue ma può essere sospeso fino a 150 giorni e, nei casi più gravi, anche il versamento di contributi e premi fino a due anni.
Diventa strutturale, dopo tante sollecitazioni, l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, la Dis-Coll, che viene estesa ad assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio a fronte di un incremento dell’aliquota contributiva dello 0,51%.
Sarà inoltre possibile ricorrere allo smart working come “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato” mediante un accordo fra lavoratore e impresa che disciplinerà i tempi, i mezzi e i modi. Sancito il principio della non discriminazione del lavoratore in modalità agile: il trattamento economico e normativo riconosciuto non dovrà essere inferiore a quello applicato ai colleghi che svolgono le stesse mansioni all’interno dell’impresa.
Per incentivare la formazione, lo Statuto del Lavoro autonomo prevede la deducibilità fino a 10mila euro delle spese affrontate, anche per iscrizione a master, convegni e congressi, e di un massimo di 5mila euro delle spese per servizi di certificazione delle competenze, orientamento, sostegno all’auto-imprenditorialità. Al lavoratore autonomo viene garantito il diritto di utilizzazione economica degli apporti originali e delle invenzioni realizzati nell’esecuzione del contratto, come previsto dalla legge sul diritto d’autore per i lavoratori dipendenti.
Gli autonomi potranno inoltre partecipare ai bandi per appalti pubblici e per l’assegnazione di incarichi individuali di consulenza o ricerca. Per l’accesso ai piani regionali e nazionali a valere sui Fondi strutturali europei, i lavoratori autonomi sono equiparati alle piccole e medie imprese.
Nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti i lavoratori avranno più garanzie, e decadono come abusive le eventuali clausole contrattuali che concordano termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla consegna della fattura al cliente.