Ecco i più significativi passaggi del discorso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la celebrazione al Quirinale della Giornata internazionale della Donna, a cui ha partecipato anche il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone.
“Accogliendo voi al Quirinale intendo accogliere la passione, le fatiche, i sogni, le amarezze e la gioia di tutte le donne italiane” che si adoperano con “faticosa azione” in favore di una società più equa, più accogliente, più solidale e più integrata”. Quello femminile “è un impegno il più delle volte silenzioso, che si svolge lontano dai riflettori, tra molti ostacoli, alcune incomprensioni e persino qualche pregiudizio che resiste contro ogni evidenza”.

Costruttrici di pace
Le donne “danno alla società più di quanto ricevono in cambio” e “ciononostante, quella delle donne è un’azione tenace, risoluta e paziente e, molto spesso, coraggiosa”. “Coraggio, tenacia, pazienza e lungimiranza sono le caratteristiche necessarie per costruire la pace” e “le donne le possiedono”.
“Promuovere e difendere le donne, i loro diritti, la loro tutela, il loro lavoro, il loro inserimento nei processi decisionali significa aprire, concretamente, prospettive di pace”. “La voce delle donne spaventa i violenti perché evoca e costruisce pace”.
“Di pace non c’è bisogno solo nelle zone lontane colpite dalle guerre, dalle persecuzioni, dalle stragi, dalle torture, da immani fenomeni migratori. Di pace abbiamo anche bisogno anche nelle nostre strade, nei nostri quartieri, nelle nostre scuole, persino nelle nostre istituzioni”
“Le frontiere della pace, della convivenza, della civiltà, sono minacciata ovunque. Non solo da fenomeni esterni, come il terrorismo internazionale o la ricomparsa di posizioni di esasperata competizione nazionalistica, ma anche da piaghe che rischiano di corrodere, dall’interno, Paesi e società: razzismo, criminalità, emarginazione, miseria, violenza sessuale e violenza domestica”.

Femminicidio
“Spero in una rapida e definitiva approvazione del provvedimento che tutela i figli delle donne uccise dai propri compagni”. “Assume grande significato – l’approvazione alla Camera, all’unanimità, del provvedimento che assicura un futuro di dignità e speranza ai figli delle donne uccise dai propri compagni o ex compagni”. Quella del femminicidio è ormai in Italia “un’emergenza sociale tragica e inquietante”.
“Anche noi uomini dobbiamo saperci mettere in discussione, rinunciare ad ogni forma di riserva mentale e soprattutto dobbiamo fornire un appoggio reale e incondizionato nella lotta alle diseguaglianze, ai pregiudizi, alle discriminazioni, a maggior ragione quando si manifestano sopraffazione e violenza”.

Il lavoro femminile
“È ormai acquisito – ma è sempre stato evidente – che il lavoro femminile, la crescita demografica, l’educazione dei figli sono fattori decisivi non solo per la tenuta sociale di una società ma anche per il suo sviluppo economico”.
Le donne, ha continuato, “costituiscono un serbatoio di saggezza, di generosità, di attitudine a smussare conflitti e a respingere la violenza. Anche per questo impegnarci di più per promuovere il lavoro e la partecipazione femminile, in tutti i settori. Dobbiamo garantire alle donne la piena compatibilità tra la cura della famiglia, che è una funzione essenziale per lo sviluppo ordinato di un Paese, e l’attività professionale”.
“Abbiamo l’obbligo, ma anche reale interesse, a rimuovere tutti quegli ostacoli di natura economica, sociale e, purtroppo, di abito mentale che ancora impediscono a tante donne di raggiungere livelli apicali e parità di retribuzioni”.

Una voce compatta e ascoltata

“L’augurio che rivolgo oggi a tutte le donne italiane è che la loro voce sia forte, compatta e ascoltata, nei quartieri, nelle città e nei palazzi delle istituzioni. È una voce autorevole e credibile, che non ha bisogno di alzare i toni