di Claudia Tarantino
Continua a diminuire la popolazione in Italia, con 86 mila residenti in meno nel 2016 rispetto al 2015. E’ quanto emerge dalle stime 2016 degli Indicatori demografici dell’Istat, secondo cui al primo gennaio 2017 nel nostro Paese risiedono 60 milioni 579 mila persone.
Il trend negativo è confermato dal costante calo delle nascite, con uno scarto di 12 mila culle tra 2015 e 2016, dall’aumento dei decessi (608 mila) dovuto principalmente all’invecchiamento della popolazione e dal numero di italiani che decide di trasferirsi all’estero (triplicato negli ultimi sei anni) con 115 mila connazionali che si sono stabiliti fuori dai confini.
Ma andiamo ad analizzare il rapporto in dettaglio.
Fecondità totale in calo
Nel 2016 la fecondità totale scende a 1,34 figli per donna (da 1,35 del 2015). Ciò non è dovuto – secondo l’Istat – a una reale riduzione della propensione alla fecondità, ma al calo delle donne in età feconda, per le italiane, e al processo di invecchiamento per le straniere. Le straniere, infatti, hanno avuto in media 1,95 figli nel 2016 (contro 1,94 nel 2015). Le italiane, invece, sono rimaste sul valore di 1,27 figli, come nel 2015. Si conferma, infine, la propensione delle donne ad avere figli in età matura: l’età media al parto è di 31,7 anni.
Aumenta l’età media della popolazione
Al primo gennaio 2017 i residenti hanno un’età media di 44,9 anni, due decimi in più rispetto alla stessa data del 2016. Gli individui con più di 65 anni (13,5 milioni) rappresentano il 22,3% della popolazione totale; gli ottuagenari (4,1 milioni) il 6,8%, mentre gli ultranovantenni sono 727mila, l’1,2% del totale. Infine, gli ultracentenari ammontano a 17mila, in calo rispetto ai circa 19 mila del 2015.
Recupera terreno la speranza di vita
La speranza di vita alla nascita recupera terreno sui livelli del 2015 e marca la distanza anche da quelli registrati nel 2014, l’anno in cui si è rilevato un eccesso di mortalità, con 598mila decessi. Per gli uomini la vita media raggiunge gli 80,6 anni (+0,5 sul 2015, +0,3 sul 2014), per le donne gli 85,1 anni (+0,5 sul 2015 e +0,1 sul 2014).
Triplicano i trasferimenti all’estero degli italiani
Continua la grande fuga all’estero degli italiani. Nel 2016, infatti, sono 115 mila i connazionali che si sono trasferiti fuori dai confini, con una crescita del 12,6 per cento rispetto al 2015.
Positivo il saldo migratorio estero
Il saldo migratorio estero è positivo per 135mila unità, un livello analogo a quello dell’anno precedente ma, rispetto a quest’ultimo, determinato – secondo l’Istat – da un maggior numero di ingressi (293mila) e da un nuovo massimo di uscite per l’epoca recente (157mila). Gli stranieri residenti al 1° gennaio 2017 sono 5 milioni 29 mila (8,3% della popolazione totale), in lievissimo aumento rispetto all’anno precedente (+2mila 500 unità, pari a +0,5 per mille). Per gli stranieri risultano positivi sia il saldo naturale (+54mila) che il saldo migratorio con l’estero (+216
mila), ossia la differenza tra il numero degli iscritti per trasferimento di residenza dall’estero e il numero dei cancellati per trasferimento di residenza all’estero. Il contingente dei cittadini stranieri viene ridimensionato, tuttavia, da 122 mila cancellazioni per irreperibilità e 205 mila acquisizioni della cittadinanza italiana.