Sono 3 milioni e 142mila (13,99%) i dipendenti pubblici in Italia ma, secondo una ricerca di ImpresaLavoro, il numero è inferiore rispetto alle grandi economie europee. Tra l’altro, la loro distribuzione sul territorio nazionale non è affatto omogenea nemmeno rispetto al numero degli occupati.
Volgendo lo sguardo all’Europa, il Belpaese conta meno statali rispetto al Regno Unito (17%) e Spagna (16%) ma sfiora la Germania (11%), superandola per un soffio.
Focalizzando l’attenzione della ricerca sul territorio nazionale sono le Regioni a Statuto speciale quelle con la maggior concentrazione di dipendenti pubblici rispetto alla popolazione residente.
A guidare la classifica è infatti la Valle d’Aosta con 11.519 dipendenti, pari al 9,05 % dei residenti, davanti al Trentino Alto Adige (78.344 dipendenti, pari al 7,40% dei residenti), Friuli Venezia Giulia (82.380, pari al 6,75% dei residenti) e Sardegna (109.036 dipendenti, pari al 6,58% dei residenti).
Segue il Lazio, che sconta l’elevato numero di sedi istituzionali presenti a Roma (380.284 dipendenti pari al 6,46% dei residenti). In fondo a questa particolare classifica si collocano invece regioni più popolate ed economicamente più sviluppate come la Lombardia (4,02%) e il Veneto (4,51%). Al di sotto della media nazionale troviamo anche Campania (4,82%), Piemonte (4,86%), Emilia Romagna (5%), Puglia (5%) e Marche (5,17%).
Se, invece, si prende in esame il rapporto tra il numero dei dipendenti pubblici e quello degli occupati la classifica viene stravolta e, troviamo al primo posto la Calabria dove un occupato su quattro, con il 22,03 per cento, è dipendente Pa.
Subito dietro si colloca la Valle d’Aosta, con il 21,01 per cento degli occupati che vengono retribuiti con denaro pubblico. In cima a questa classifica compaiono principalmente le regioni del Mezzogiorno, con un’incidenza dell’impiego pubblico di gran lunga superiore alla media nazionale (13,99%): Sicilia (19,95%), Sardegna (19,30%), Molise (18,06%), Campania (17,89%), Basilicata (17,87%) e Puglia (17,42%) seguite a distanza ravvicinata dal Friuli Venezia Giulia (16,62%) che registra uno dei valori più alti di tutto il Centro-Nord. In coda alla classifica troviamo invece Lombardia (9,44%), Veneto (10,80%), Emilia-Romagna (11,59%) e Piemonte (11,90%).