Quasi un terzo degli italiani sogna un lavoro in Germania, ma 1 su 3 ha problemi con le lingue: lo segnala una ricerca di Adp, società che si occupa di servizi alle imprese e gestione delle risorse umane. Dai dati raccolti nel report ‘The Workforce View in Europe 2017’, è emerso infatti che ben l’88% degli italiani è interessato a trasferirsi all’estero a causa delle scarse opportunità d’impiego nel proprio paese. Seguono i polacchi (86%) e gli spagnoli (85%). Sono invece gli inglesi e i francesi i più ‘patriottici’: quasi la metà dei lavoratori intervistati, rispettivamente il 43% e il 46%, ha infatti dichiarato di non essere interessato a offerte di lavoro all’estero.
Per italiani, polacchi e spagnoli risulta prioritario migliorare le proprie competenze linguistiche, che sono considerate essenziali da chi cerca lavoro all’estero. In particolare, il 29,1% degli intervistati italiani ritiene di avere problemi con le competenze e la formazione linguistiche. Non è un caso, d’altra parte, che chi si sposta privilegi i paesi che hanno una lingua comune a quello d’origine (la Svizzera per tedeschi, francesi e italiani, l’Austria per i tedeschi, Germania e Francia per gli svizzeri).
Guardando al quadro generale, il 74% dei lavoratori europei ha mostrato un forte interesse per il lavoro internazionale e la Germania è considerato il paese più desiderabile non solo dai connazionali, ma in assoluto: fra i lavoratori europei, 1 su 5 (21%) dichiara che prenderebbe in considerazione un trasferimento in Germania, percentuale che sale al 31% fra gli italiani, al 33% fra i polacchi e arriva fino al 35% tra i lavoratori spagnoli. Al secondo posto nella classifica dei paesi più ambiti ci sono, con un forte distacco, Regno Unito (15%) e Francia (12%).
Nonostante la forte attenzione all’internazionalizzazione delle competenze, resta comunque significativa, al 26%, la percentuale di chi non è interessato ad opportunità all’estero, con una notevole differenza di genere (18% degli uomini contro il 36% delle donne). Come ci si aspetterebbe, infine, a livello di fasce d’età la maggiore propensione a spostarsi all’estero per lavoro è manifestata dai giovani (87% degli intervistati tra i 16 e i 24 anni a fronte del solo 56% degli over 55).
La ricerca è stata condotta nel luglio 2016 su un campione di circa 10.000 lavoratori in Francia, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Il campione italiano comprende 1.305 lavoratori.