di C.P.

Sebbene, a un anno dal diploma, 70 ragazzi su 100 proseguano gli studi, il 14% è pentito della scelta fatta e ha abbandonato o cambiato corso di laurea. Solo 33 diplomati su 100, ad un anno dal conseguimento del titolo, risultano occupati. Un lavoro stabile lo trovano in 25 su cento. Chi lavora a tempo pieno guadagna in media, a un anno dal diploma, 1.028 euro mensili netti. E’ la fotografia scattata da AlmaDiploma e da AlmaLaurea nel Rapporto 2017 sulla condizione occupazionale e formativa dei diplomati.

TRA SCUOLA E UNIVERSITA’ IN MOLTI SI PENTONO DEL PROPRIO PERCORSO DI STUDI
Alla vigilia della conclusione delle scuole superiori se il 54% dei diplomati del 2015 dichiara che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso corso nella stessa scuola, c’è un consistente 45% che farebbe una scelta diversa: oltre il 26% cambierebbe sia scuola sia indirizzo, l’11% ripeterebbe il corso ma in un’altra scuola, l’8% sceglierebbe un diverso indirizzo/corso nella stessa scuola. I diplomati meno convinti della scelta compiuta a 14 anni risultano quelli degli istituti professionali.
A un anno dal titolo, per 14 diplomati su cento la scelta universitaria non si è dimostrata vincente: fra coloro che dopo il diploma hanno deciso di continuare gli studi, il 6% ha deciso di abbandonare l’università fin dal primo anno, mentre un ulteriore 8% è attualmente iscritto all’università ma ha già cambiato ateneo o corso di laurea. Gli abbandoni coinvolgono il 4% dei liceali, il 9% dei tecnici e addirittura il 18% dei diplomati professionali. I cambi di ateneo o corso risultano distribuiti trasversalmente in tutti i gruppi di diplomati analizzati: sono infatti diffusi in modo simile a livello di diploma (si passa dal’8,5 dei liceali al 7% dei professionali). E, naturalmente, le cose non migliorano a tre anni: sale a 23 diplomati su cento la quota di insoddisfatti della propria scelta universitaria. In particolare, l’8% di coloro che dopo il diploma si era iscritto all’università ha abbandonato gli studi universitari, quota quest’ultima che aumenta considerevolmente per i diplomati professionali (21%) e degli istituti tecnici (14%), e diminuisce al 4% per i liceali. Un ulteriore 15% è attualmente iscritto all’università ma ha cambiato ateneo o corso di laurea.

AD UN ANNO DAL DIPLOMA LAVORA 1 SU 3
Dopo un anno dal diploma, 70 diplomati su cento proseguono la propria formazione e sono iscritti ad un corso di laurea, mentre il 17% ha preferito inserirsi direttamente nel mercato del lavoro. I restanti 13%, si dividono tra chi è alla ricerca e chi, per diversi motivi, non cerca lavoro (3%). A tre anni dal diploma aumenta la quota di occupati, tant’è che il 25% dei diplomati è dedito esclusivamente al lavoro, mentre a cinque anni la quota di occupati cresce in modo significativo, ben il 54% dei diplomati.
Ma quanto tempo occorre per trovare un’occupazione subito dopo il diploma? Ad un anno dal conseguimento del titolo risultano occupati 33 diplomati su cento. A tre anni la percentuale di occupati cresce al 44%, mentre a cinque il 53,5% risulta occupato.
La disoccupazione coinvolge 22 diplomati su cento ad un anno; una quota significativa, che si riduce tra i liceali (20%) ma che raggiunge il 29% dei diplomati professionali, i più pronti ad inserirsi nel mercato del lavoro e, quindi, quelli che assorbono più degli altri gli effetti della crisi. Il tasso di disoccupazione, a tre anni dal titolo, è pari al 18%; il valore cresce fino a raggiungere il 21% tra i professionali mentre scende leggermente al di sotto della media tra tecnici e liceali. A cinque anni è pari al 18% oscillando tra il 16% dei diplomati tecnici e il 21% dei liceali.

1 SU 4 IMPIEGATO NEI SERVIZI. A FINE MESE POCO PiU’ DI 1000 EURO
Tra i diplomati 2015 che risultano impegnati esclusivamente in un’attività lavorativa, la tipologia di attività più diffusa risulta essere il lavoro non standard, che coinvolge il 28% degli occupati (in particolare si tratta di contratti a tempo determinato, che interessano il 22% degli occupati). La quota di assunti con contratti formativi è del 26%. Il lavoro stabile riguarda 25 diplomati occupati su cento: 21 impegnati in contratti a tempo indeterminato, la restante quota in attività autonome. Elevata è la quota di chi non ha un contratto regolare: il 10% del totale dei diplomati. E’ il settore pubblico ad essere meno diffuso tra i diplomati. Quasi tre occupati su quattro, ad un anno dal diploma, sono inseriti in un’azienda che opera nel settore dei servizi (in particolare del commercio, 31%); il 18% lavora nell’industria (in particolare quella metalmeccanica 6,5%), pochi in agricoltura (2%). I diplomati che lavorano a tempo pieno (senza essere contemporaneamente impegnati nello studio universitario) guadagnano in media, a un anno dal diploma, 1.028 euro mensili netti. A tre anni dal conseguimento del titolo il guadagno mensile netto dei diplomati è pari in media a 1.137 euro. La retribuzione, a cinque anni dal diploma, sale lievemente: 1.274 euro.

STAGE E TIROCINO, UNA CHANCE IN PIU’
Dall’Indagine emerge che le attività di stage e tirocinio, svolte durante gli studi o nel periodo successivo al conseguimento del diploma, esercitano un effetto positivo in termini occupazionali. Per quanto riguarda le attività di tirocinio durante gli studi si evidenzia che chi ha svolto questo tipo di esperienza, rispetto a chi non lo ha fatto, ha il 60% in più di probabilità di lavorare. Più chance si hanno con esperienze di studio all’estero, che aumentano le possibilità del 31%. Per quanto riguarda il progetto Alternanza Scuola-Lavoro, ossia alla presenza di attività che consentono ai ragazzi di realizzare il proprio percorso formativo alternando periodi di studio in aula e forme di apprendimento in contesti lavorativi e delle esperienze di stage, dal rapporto emerge che spesso questa esperienza si traduca in un rapporto di lavoro con l’azienda presso cui lo studente ha svolto i periodi lavorativi previsti dal progetto.