Crisi economica, inefficienza, corruzione, rischio dispersione fondi Ue, costo dei servizi pubblici. Sono solo alcuni dei temi toccati oggi dal presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, che ha inaugurato l’anno giudiziario.
Un monito da tenere bene a mente quello lanciato dalla Corte dei Conti, in particolare sulla situazione economica del nostro Paese, proprio oggi che l’Ue diffonde il suo bollettino. Per il presidente, “occorre tener conto della ancora fragile ripresa dell’attività produttiva nazionale, soprattutto in relazione ai vincoli di finanza pubblica che derivano all’Italia dall’appartenenza all’Unione europea e alla moneta unica”.
Ed è proprio la prospettiva di fragilità socio-economica a preoccupare il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, oggi presente all’inaugurazione dell’anno giudiziario, secondo il quale “non potrà certamente essere evitata” se il Governo non interverrà con “politiche di più ampio respiro”.
L’allarme arriva anche sul rischio dispersione dei fondi strutturali dell’Unione europea, fenomeno che appare più diffuso nel Mezzogiorno. Martucci ha puntato il dito contro “la ancora insufficiente capacità di spendere delle risorse comunitarie con conseguente perdita di tali fondi se non riutilizzati”. Tale fenomeno “più presente nel Mezzogiorno, ma anche il altre regioni, appare in stridente contrasto con le difficoltà economiche che il Paese affronta, specialmente per gli investimenti pubblici”, ha aggiunto.
Dati alla mano, il presidente della magistratura contabile ha ricordato che “l’utilizzo dei fondi strutturali per il settennio 2007-2013” ha registrato “una percentuale di questi ultimi di poco superiore all’80%”. Altro punto dolente “sono le frodi comunitarie dovute, in più dell’80% dei casi, nel 2015, ad un uso scorretto dei fondi strutturali. All’interno della ripartizione oltre la metà ricade sulle amministrazioni regionali, in massima parte del Sud”. Un aspetto, quello dei fondi strutturali, su cui l’Ugl ha più volte richiamato l’attenzione del Governo e delle istituzioni, soprattutto con la campagna SudAct, durante la quale è stato più volte ribadito che servono progetti adeguati per rilanciare economia e occupazione, altrimenti queste risorse torneranno nelle casse dell’Ue e rappresenteranno un’ulteriore “occasione mancata”.
Altra stoccata al nostro Paese arriva sul tema dei trasporti: “L’Italia è tra gli Stati in cui in media è più alto il costo dei servizi pubblici, con conseguenti effetti negativi sulla competitività delle imprese”. Il problema deriva dalle “società a partecipazione pubblica che riescono a scaricare le loro inefficienze sulla collettività attraverso la leva tariffaria”.
Ci sono poi i capitoli inefficienza e corruzione. “E’ l’inefficienza – ha spiegato il presidente – a creare ampie ‘zone oscure’, nelle quali più facilmente si possono inserire e nascondere i conflitti di interesse e la corruzione. L’utilizzazione delle risorse pubbliche avviene attraverso procedure e meccanismi che, per la loro complessità e la loro diffusione nel territorio, favoriscono spesso fenomeni distorsivi che determinano sia inefficienze sia, in modo non infrequente, fenomeni di rilievo penale”. Per quanto riguarda la corruzione, invece, per contrastarla serve “trasparenza, semplificazione, tempestività dei procedimenti, limitazioni delle deroghe” e “un forte recupero di quei valori etici che solo l’esempio e l’educazione nella scuola e nella famiglia possono determinare, così richiedendosi non solo la collaborazione delle altre istituzioni ma dell’intera società civile”.