di Annarita D’Agostino
Oltre 26 milioni di bambini e ragazzi a rischio povertà o esclusione sociale. Non in Africa o in Brasile, ma nella “nostra” Europa e nella “nostra” Italia che, con il 32 per cento di minori in condizioni critiche, si posiziona purtroppo al di sopra della media del Vecchio Continente (28%). E’ questo il dato allarmante che emerge dal rapporto di Save The Children “Sconfiggere la povertà educativa. Fino all’ultimo bambino”, presentato oggi a Milano nel corso di una tavola rotonda.
Secondo il Rapporto, Islanda (14%), Norvegia (12%) e Repubblica Ceca (20%) si rivelano i paesi più virtuosi, mentre Romania (51%), Bulgaria (45%) e Ungheria (41%) sono ai vertici della classifica dei paesi europei con il più alto rischio di povertà fra i minori. Nel nostro paese, il 13% dei minori è a rischio di povertà grave e il 17% vive in condizioni di povertà persistente, con esposizione maggiore per i bambini che vivono in famiglie con genitori che hanno difficoltà sul versante lavorativo o che possiedono un basso livello di istruzione.
La condizione di disagio e di esclusione ha conseguenze drammatiche, che gli operatori di Save The Children definiscono “povertà educativa”: essa compromette la capacità delle nuove generazioni di imparare a costruire il futuro, privando i minori dei mezzi materiali e delle preziose risorse della conoscenza necessari per avere un approccio alla realtà critico e intelligente. Come osserva Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, “mentre in Italia si discute delle scarse performance scolastiche dei nostri studenti, con la lettera di 600 insegnanti che ne hanno lamentato livelli di insufficienza in lettura e scrittura, non bisognerebbe mai dimenticare quanto le condizioni di povertà vissute dai bambini e dalle loro famiglie possano incidere in maniera determinante sulle opportunità educative e formative dei minori e sul pieno sviluppo delle loro potenzialità future. Spesso questi bambini e ragazzi non hanno la possibilità di fare i compiti in un luogo adeguato – prosegue -, non possono permettersi di fare sport né di svolgere attività culturali, come andare al cinema, al teatro o a una mostra”.
In Europa la povertà educativa colpisce ben un adolescente su cinque: i dati PISA (Programme for International Student Assessment) mostrano che il 22% dei 15enni ha scarsi risultati in matematica e il 20% in lettura. Fra gli oltre 26 milioni di minori a rischio povertà o esclusione sociale, 1 su 5 lo è nonostante le proprie famiglie abbiano beneficiato di trasferimenti sociali, mentre 1 su 10 vive in famiglie con un’ intensità lavorativa molto bassa o in famiglie gravemente deprivate.
In Italia non raggiunge le competenze minime in matematica 1 bambino su 4, 1 su 5 in lettura. Allarmante nel nostro Paese anche la media di dispersione scolastica, che riguarda il 15% dei minori.
Per sradicare la povertà materiale, l’esclusione sociale e la povertà educativa, Save The Children sostiene l’implementazione della Child Guarantee a livello europeo, una misura che permetterebbe il coordinamento, la pianificazione, il monitoraggio e la valutazione di impatto degli investimenti volti a contrastare la povertà minorile. “Il circolo vizioso tra povertà materiale e povertà educativa – aggiunge Raffaella Milano – va dunque necessariamente spezzato prevedendo investimenti di spesa pubblica in maniera importante proprio su famiglie e bambini”.