PIOMBINO –  La mobilitazione di oggi, per la Ex Lucchini- Aferpi, è segno tangibile di unità di intenti tra sindacati e lavoratori. Tutti in marcia per chiedere alla Cevital, al Mise e alla Regione Toscana un’attenzione concreta nei confronti di una vertenza divenuta sempre più spinosa e distante da prospettive concrete per i lavoratori.

Questo, in sintesi, è il pensiero di quanti, questa mattina, sono scesi in piazza per lo sciopero di 24 ore indetto dall’Ugl Metalmeccanici unitamente agli altri sindacati.

In rappresentanza dell’Ugl Metalmeccanici c’erano Antonio Spera, segretario generale del comparto, Daniele Francescangeli, segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici con delega alla Siderurgia, Sabrina Nigro, responsabile dell’Ugl Metalmeccanici Piombino e il coordinamento rsu Ugl Metalmeccanici dello stabilimento ex Lucchini.

“Dopo due anni dalla firma dell’accordo – ha precisato Spera –  non si può tornare indietro, né aspettare oltre. Il ministro Calenda ci convochi nei prossimi giorni per capire se ci sono le condizioni per portare avanti il piano Aferpi e fare il punto sugli ammortizzatori sociali. Inoltre, ad oggi il piano delle bonifiche dell’area di Piombino è completamente fermo e anche su questo aspetto mancano informazioni e chiarimenti”.

E proprio alla vigilia della mobilitazione il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda aveva dichiarato: “Francamente di incontri ne abbiamo fatti tanti, adesso vorrei vedere gli investimenti. Noi ci siamo visti – ha ricordato – con il governatore Rossi e con i sindacati mi pare 10 giorni fa. Vedrò la prossima settimana Rebrab, a cui ho scritto una lettera in termini un po’ formali”.

Ma i sindacati insieme ai lavoratori non vogliono più attendere “finché Piombino non avrà certezza del proprio futuro proseguiremo con le proteste. Di eventuali ‘complicazioni’ – precisa Spera – o di assenza di risposte da parte del Ceo di Cevital, Issad Rebrab, saranno responsabili anche le istituzioni, nazionali  e locali, che in tutto questo tempo hanno lasciato i lavoratori  diretti e dell’indotto nell’incertezza”.