“Sono necessari dei chiarimenti in merito ad una disposizione – per l’Ugl Funzione Pubblica alquanto superflua – contenuta all’interno della legge di riforma della pubblica amministrazione e che riguarda l’estensione ai dirigenti pubblici dell’obbligo di fornire informazioni sul loro stato patrimoniale”.
Questa la richiesta di Paola Saraceni, segretario nazionale dell’Ugl Funzione Pubblica, rivolta al ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia.
“Tale obbligo contrasta fortemente con la normativa (sia italiana che comunitaria) legata alla tutela dei dati personali: la loro diffusione in forma assemblata permette il riconoscimento della persona, circostanza questa che è tassativamente vietata in mancanza del consenso del titolare di quei dati. Per questo motivo è necessario un cambio di rotta da parte del ministro”.
Laddove, infatti, la nuova normativa obbliga il singolo dirigente a firmare il consenso alla diffusione di tali dati (pena sanzioni pecuniarie e disciplinari), “ci troviamo di fronte ad una evidente violazione del principio che tutela tale riservatezza, imponendo di fatto un consenso a prescindere dalla reale volontà della persona”.
La sindacalista, inoltre, evidenzia come “la vigente normativa sulla trasparenza (L. 241/1990) vieta alla P. A. di chiedere ai cittadini di fornire dati dei quali la stessa sia già in possesso: ed è ben noto come lo stato patrimoniale di tutti i cittadini italiani (dirigenti pubblici compresi) sia già reperibile all’interno dell’anagrafe tributaria, la banca dati dell’Agenzia delle entrate”.