Sindacalisti e lavoratori del settore tessile e calzaturiero scenderanno domani in piazza per la tutela dei loro diritti. Uno sciopero generale di 8 ore che coinvolgerà, come già detto, il comparto tessile- abbigliamento racchiuso in 420.000 addetti in oltre 47.000 imprese e, quello delle calzature (80.000 addetti in più di 5.800 imprese) per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro 2016-2019, scaduti entrambi ormai da oltre dieci mesi.
“Di fronte all’intransigenza degli industriali, rappresentati nel settore tessile-abbigliamento da S.m.i. e nel calzaturiero da Assocalzaturifici, l’Ugl Chimici-Tessili si vede costretta a proclamare uno sciopero generale dei lavoratori in entrambi i comparti”.
Queste le parole di Luigi Ulgiati, segretario generale dell’Ugl Chimici-Tessili alla vigilia della mobilitazione.

Luigi Ulgiati, segretario generale dell’Ugl Chimici-Tessili

Luigi Ulgiati, segretario generale dell’Ugl Chimici-Tessili

“Per quanto riguarda il comparto tessile-abbigliamento – precisa il sindacalista – riteniamo inaccettabile che Sistema Moda Italia-Smi sostenga un modello che misura gli aumenti salariali al termine del contratto triennale, rimandando di fatto l’adeguamento delle retribuzioni; il rinnovo del ccnl non può prescindere da un immediato riconoscimento economico, da concordare preventivamente alla firma dell’accordo sulla base di una valutazione programmata”.
Per il calzaturiero, invece l’Ugl Chimici – Tessili “è fermamente contraria alla volontà della parte datoriale di inserire nel contratto nazionale una flessibilità eccessiva, la quale indebolirebbe la stessa cornice contrattuale”.
L’auspicio è che questa protesta “spinga le controparti a riavviare il confronto su modelli contrattuali consolidati rigettando soluzioni che introdurrebbero solo incertezza in comparti già fortemente segnati dalla crisi”. Intanto domani tutti in piazza per evidenziare le problematiche di un vasto ed importante settore produttivo.