Le parole pesano e i manipolatori dell’informazione lo sanno bene.
Un esempio clamoroso lo stiamo vivendo con la vicenda del credito e, piu in particolare, con la triste sorte del Monte dei Paschi di Siena.
Come sappiamo il Governo, dopo aver a lungo tergiversato per motivi elettorali legati al referendum sulla Costituzione, ha deciso di procedere al salvataggio di Stato della banca piu antica del Mondo, scongiurandone il fallimento e le immancabili conseguenze su tutto il sistema economico nazionale.

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Scottati dalla vicenda banca Etruria e simili, da Palazzo Chigi hanno deciso che questa volta bisognava garantire gli incauti investitori che, nel 2008, avevano sottoscritto, volenti o nolenti (ma sarebbe compito della Magistratura accertarlo) le obbligazioni MPS per evitare un altro bagno di sangue in termini di popolarità all’Esecutivo.
Senza andare troppo per il sottile, tutti i media hanno cominciato a chiamare, cosi,”risparmiatori” gli “investitori” attribuendogli automaticamente la qualifica di truffati o, per dirla all’inglese “misselling”.
Come non difendere, infatti, i “risparmiatori” che persino un articolo (il 47) della Costituzione (sacra e inviolabile, quando fa comodo) espressamente tutela?
Ma chi sono i “risparmiatori”?
Secondo il vocabolario della lingua italiana il risparmiatore è quella “persona che abitualmente limita i consumi e le spese” o anche il “cliente di una banca che ha in deposito piccole somme” di denaro.
L’aggettivo associato è “oculato, sobrio, previdente”, insomma non esattamente uno che, nella migliore delle ipotesi, si fa infinocchiare da un direttore di banca comprando titoli dall’alto rendimento e dall’incerta solidità o che insegue un facile guadagno sperando che Dio gliela mandi buona.
È sottinteso che anche l’investitore dovrebbe essere rispettato dalla banca e, se del caso, tutelato; ci sono per questo la Banca d’Italia, la Consob e le numerose società di revisione che, di solito, si arricchiscono durante queste operazioni di collocamento.
Ma dovrebbe essere altrettanto sottinteso che un’alea di rischio è inevitabile in siffatte avventure finanziarie e che proprio per questo andrebbero distinte le due figure, risparmiatore e investitore, che per primi i funzionari della banca sanno riconoscere.
Invece Gentiloni e Padoan hanno deciso di fare di tutta erba un fascio e di considerare gli uni come gli altri, alla faccia del buon senso ed in barba ai contribuenti che pagheranno, con il “salvataggio” di MPS, anche quello di chi, magari, ha comprato sotto costo le obbligazioni nel momento di maggiore panico e oggi si appresta a vedersi riconosciuto il 75% di qualcosa che ha comprato a meno del 50% del valore nominale.
Un affare a spese dello Stato, dunque, che il Decreto non sembra in grado di sventare e che, piu o meno consapevolmente, si sta coprendo mediaticamente con la caccia all’untore scatenata, guarda caso, proprio dall’ABI (di cui Mussari è stato a lungo presidente!) che ha proposto di rendere pubblica la lista dei debitori della banca senese.
Sarebbe altrettanto interessante, allora, sapere chi ha speculato sui titoli e conoscere i nomi di quanti, magari facendo trading on line, hanno acquistato sottocosto le obbligazioni spacciandosi per “risparmiatori” (nel senso attribuito a questa parola sempre dai mass media).
Un ultima considerazione, poi, andrebbe fatta; se una persona che investe nella speculazione finanziaria (perché di questo e non altro si tratta, altrimenti si acquistano i Titoli di Stato…) ha diritto di essere risarcita, perché un analogo diritto non è in capo anche a chi ha investito nella propria formazione (o in quella dei figli) acquisendo una laurea che, magari, oggi non può essere utilizzata, cioe riscossa, monetizzata, sul cosiddetto mercato del lavoro?
Perché, ancora, un lavoratore che ha investito sulla propria formazione professionale non può essere risarcito nel momento in cui per cause indipendenti dalla propria responsabilità, mettiamo per dolo del datore di lavoro che scappa o trasferisce all’estero gli impianti produttivi, si ritrova disoccupato e con la necessita di reinventarsi una nuova occupazione ed una nuova formazione?

Stefano Cetica