“Non vogliamo vivere nella paura anche se queste sono le ore della paura per il nostro Paese. Troveremo la forza per continuare ad essere uniti, aperti, liberi”.
Il giorno dopo il terribile attentato che
ha infranto l’atmosfera di festa e di serenità a Berlino, la cancelliera Angela Merkel non ha aggiunto altre parole al suo discorso. Nessuna frase o dichiarazione potrà mai colmare il vuoto che quella folle corsa del tir verso la morte ha creato in pochi attimi.
Paura e dolore che hanno, ancora una volta, fatto ripiombare nel terrore degli attentati l’Europa. In una serata spensierata, tra le bancarelle dei mercatini di Natale, nei pressi della Chiesa del ricordo, in pieno centro della parte Ovest della città, un tir ha letteralmente strappato alla vita dodici persone, ferendone gravemente altre 48.
Il fatto è avvenuto intorno alle 20 di ieri sera, quando il mezzo è piombato tra le bancarelle nella centralissima e affollatissima piazza di Breitscheidplatz, uno snodo frequentatissimo di giorno e tanto più di pomeriggio dai berlinesi e dai turisti. Il camion, che ha una targa polacca, si ferma dopo aver travolto per oltre cinquanta metri tutto quello che si trovava davanti. Tutto intorno restano bancarelle rovesciate, alberi di Natale a terra – e dodici persone strappate alla vita. Una corsa verso la morte che ricalca lo stesso scenario vissuto a Nizza lo scorso 14 luglio dove un uomo – alla guida di un camion – uccise 86 persone. La “chiesa del ricordo” evangelica sulla Breitscheidplatz dove si trovava il mercatino di Natale preso di mira dal killer ospiterà questa sera una messa straordinaria in memoria dei morti e per ribadire il valore dell’umanità. “Questa chiesa è il simbolo dell’aggressione all’umanità”, ha detto alla Zdf il vescovo Markus Droege.
Ci sarebbe un’italiana dispersa a Berlino secondo quanto riferiscono parenti e colleghi della ragazza. Il suo cellulare è stato trovato sul luogo dell’attentato. Ma solo oggi, quando la giovane non si è recata al lavoro, è scattato l’allarme. La ragazza vive e lavora a Berlino già da diversi anni. L’ambasciata italiana invita chiunque abbia notizie di comunicarle alla propria sede.
In queste ore sentono tutti la necessità di tenersi lontani dalla parola ‘terrorismo’, anche se, quanto sembra l’Isis avrebbe anche rivendicato l’attacco.
“Al momento non voglio usare la parola attentato anche se molti indizi lo indicano”, ha detto il ministro dell’Interno Thomas de Maizière alla tv pubblica Ard.
Una persona sospettata di essere il guidatore del camion – probabilmente un pakistano o un afghano – sarebbe stata arrestata. Un secondo uomo che era sull’autocarro, probabilmente polacco, è morto nell’urto.
La Bild online, citando ambienti impegnati nelle indagini, scrive che il presunto attentatore sarebbe un pachistano di 23 anni. La Dpa riporta che, secondo quanto hanno finora ricostruito le autorità, il giovane sarebbe arrivato in Germania nello scorso febbraio attraverso la rotta balcanica. Secondo quanto riferisce la Zdf, il presunto attentatore avrebbe “abbandonato il tir dopo l’azione fuggendo in direzione est”. È stato però individuato e inseguito da alcuni testimoni che hanno avvertito la polizia. L’uomo ha attraversato il Tiergarten, grande parco al centro di Berlino, ed è stato poi bloccato dalla polizia all’altezza della Colonna della vittoria, a poco più di un chilometro di distanza dal luogo della strage. Ma a quanto sembra, al cospetto della Polizia, il presunto attentatore ha negato tutto, si sarebbe dichiarato estraneo all’accaduto.
Secondo quanto riferisce Die Welt, unità speciali della polizia hanno fatto irruzione attorno alle 4 di questa mattina in un hangar dell’ex aeroporto di Tempelhof, a Berlino, dove da un anno è stato allestito un grande campo che accoglie i profughi. L’azione sarebbe collegata alle indagini per ricostruire il contesto del presunto attentatore che ieri ha fatto strage nel mercatino di Natale
Il camion era partito dall’Italia per fare rientro in Polonia. Lo scrive il Guardian, per il quale il mezzo doveva fermarsi a Berlino per consegnare il carico ed il conducente, cugino del proprietario dell’azienda di trasporti polacca, aveva detto di volersi fermare per la serata. Ci sono forti sospetti, afferma il Guardian online, che il mezzo si stato rubato durante il viaggio.
Il tir è di un’azienda di trasporti di Danzica, che dice di aver perso il contatto con il mezzo attorno alle 16 del pomeriggio. Secondo quanto riportato dalla tv N24, trasportava ponteggi di acciaio dall’Italia e avrebbe dovuto scaricarli domani mattina a Berlino. L’azienda di trasporti polacca ha sede a Stettino.
Il proprietario dell’azienda, identificato solo come Ariel Z, è stato intervistato dall’emittente polacca Tvn24 e ha detto che il mezzo era guidato da suo cugino, che aveva intenzione di passare la serata a Berlino. Ha escluso che il suo parente, che guida camion da 15 anni, possa aver provocato lo schianto (fonte Ansa.it).