E dunque ha vinto il NO, in maniera netta, forte, travolgente.
Ha vinto la volontà degli italiani di resistere al tentativo di stravolgere – con volgare prepotenza – la Carta che raccoglie e racchiude i principi della convivenza sociale e civile di un Paese che il Premier ha pervicacemente portato allo scontro e alla divisione nel vano tentativo di prendere per se ogni leva di potere senza contrappesi e senza garanzie per la vita democratica.
La conferenza stampa nella quale Renzi ha finalmente annunciato le proprie dimissioni sembrava la continuazione della campagna elettorale con altri mezzi ma con le stesse motivazioni; in piena trance agonistica, infatti, l’ex inquilino di Palazzo Chigi continuava a spendere le sue logore e sconfitte argomentazioni contro quella “politica” della quale è figlio e protagonista praticamente da quando è nato.
Con lui sono stati sconfitti i poteri forti che lo hanno ispirato -JPMorgan- e appoggiato – Confindustria, banche, talune Organizzazioni sindacali – sperando di sedere al banchetto apparecchiato dalla nuova Costituzione riformata.
Gli è andata male, malissimo, soprattutto in quelle aree del Paese, come il Mezzogiorno, che inutilmente e fino all’ultimo ha provato a prendere in giro con il famigerato “Masterplan” o con gli ulrimi disperati tentativi clientelari portati avanti con una legge di bilancio alla quale, per fortuna, nessuno ha dato credito.
Ora si volta pagina, consci della forza rappresentata dalla volontà di partecipazione degli elettori e del ritrovato protagonismo dei lavoratori che, nel nostro caso, è stato interpretato in maniera eccezionale dal “Comitato Lavoratori per il NO” guidato da Valentina Iori e
costantemente appoggiato dalla Vice presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Renata Polverini, dai Segretari confederali Favetta – che ha seguito anche gli aspetti logistici della mobilitazione -, Rossi, Carenza, Condorelli e da tantissimi altri dirigenti della Confederazione che non si sono risparmiati in questa battaglia.
Comincia un’altra storia che deve vedere il mondo del lavoro ancora protagonista del proprio destino.
Mattarella: “Democrazia è solida, ora servono serenità e rispetto
L’Italia è un grande Paese”
“L’alta affluenza al voto, registratasi nel referendum di ieri, è la testimonianza di una democrazia solida, di un Paese appassionato, capace di partecipazione attiva. L’Italia è un grande Paese con tante energie positive al suo interno. Anche per questo occorre che il clima politico, pur nella necessaria dialettica, sia improntato a serenità e rispetto reciproco”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo l’incontro informale avuto questa mattina con il presidente del Consiglio Matteo Renzi all’indomani del risultato referendario.
Il commento del Comitato dei Lavoratori per il No
“È una vittoria schiacciante che riafferma la voglia di partecipazione degli italiani alla vita politica e la vitalità di quei corpi intermedi che il Governo Renzi, con la sua riforma pasticciata e autoritaria, voleva mettere nell’angolo”.
Il Comitato dei lavoratori per il No ha compiuto uno sforzo straordinario e vincente per difendere la libertà sindacale, lottando contro la demagogia e gli inganni anche di quelle Organizzazioni Sindacali che si sono prestate a sceneggiate dell’ultimo minuto per provare, inutilmente, a portare acqua al mulino di Palazzo Chigi. Con questo voto si apre una pagina nuova per l’Italia e per il mondo del lavoro.
Il commento del segretario generale dell’Ugl
Referendum, Capone (Ugl): “Ora si pensi a futuro Italia e Lavoro”
‘Le regole si scrivono tutti quanti insieme’
“Ora si pensi al futuro dell’Italia e al lavoro”. Questo l’invito del segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, il quale “con assoluta convinzione” ha dato l’appoggio della sua sigla sindacale alla campagna referendaria del Comitato Lavoratori per il No.
“Con l’esito schiacciante del referendum -sottolinea Capone-, che ha registrato un’affluenza superiore alle ultime campagne referendarie e all’ultimo voto politico, si deve aprire una fase nuova per l’Italia.
Il voto ha indicato, non solo affezione verso la costituzione e le istituzioni, ma anche la necessità di un cambiamento netto nelle politiche portate avanti fino ad oggi dal governo Renzi, comprese
quelle relative all’economia, al lavoro e alla produzione”. Ma la lezione più importante da imparare per coloro che hanno perso, conclude Capone, “è che le regole si scrivono tutti quanti insieme”.
Il commento dell’on. Renata Polverini
Polverini: “Italiani hanno dimostrato di amare democrazia”
“Gli italiani amano la democrazia e la Costituzione. Questo è il significato di un voto che non ha precedenti in quanto a partecipazione: Renzi prenda atto che la prepotenza non paga e che gli italiani gli hanno voltato le spalle. Dividere il Paese è stato un errore almeno quanto aver provato a fare un colpo di mano sulla Costituzione per piegare le Istituzioni alle esigenze di un uomo solo al comando. Il Governo esce sonoramente battuto dalla consultazione referendaria e adesso si aprono scenari nuovi nei quali Forza Italia avvera, con Silvio Berlusconi, un ruolo da protagonista”. Così la deputata di Forza Italia Renata Polverini commenta i risultati del voto referendario sulla riforma costituzionale.




