“Il 13 dicembre saremo dinuovo in piazza a Roma ma, questa volta, per realizzare uno sciopero nazionale. I lavoratori TIM chiedono sostegno concreto, in una fase alquanto delicata e complessa, dal Governo: sono oltre 45mila gli addetti ai lavori, senza contare l’indotto che coinvolge centinaia di famiglie”.

E’ Claudio Giuliani, segretario dell’Ugl Telecomunicazioni di Roma e Lazio, ad annunciare a La Metasociale la prossima mobilitazione dei lavoratori Tim (Telecom) che, ormai dal 2003 trascorrono le loro giornate lavorative sotto il peso di una crisi che non dà tregua.

Ieri i dipendenti TIM hanno effettuato un presidio di due ore a fine turno a Parco de’ Medici (sede Telecom che ospita circa 5mila lavoratori) e in Corso Italia (sede della Direzione generale).

“Sono molteplici le cause che ci spingono a scioperare – precisa il sindacalista – l’Ugl Telecomunicazione, nel particolare, giudica grave la disdetta unilaterale degli accordi integrativi da parte dell’azienda oltre che la politica di tagli messa in atto dal management con la penalizzazione di diritti e salari. Sono altrettanto gravi le proposte di ASSTEL sul rinnovo del Contratto nazionale delle TLC nel quale le imprese vogliono recepire il “JOBS ACT” e le norme peggiorative rispetto al mercato del lavoro”.

“Il fermento espresso dalle significative mobilitazioni, anche autorganizzate – precisa Giuliani –  alle quale va tutta la nostra solidarietà e sostegno indica chiaramente la necessità di dare una risposta efficace e di reale opposizione alternativa a chi ha smesso da tempo di rappresentare gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici svendendone diritti e salario, fuori dalle compatibilità che l’Azienda vorrebbe imporci. Primo fra tutti il Governo assolutamente assente. Non a caso il Presidente Matteo Renzi ha ufficializzato, in tempi recenti, la realizzazione della fibra ottica ultraveloce in 224 città entro tre anni. Tutto questo in stretta siergia con Enel, ostacolando ulteriormente il percorso di Telecom. Ecco, se ci rema contro anche il Governo che futuro potremmo mai avere?”.

“Per questo motivo non restiamo in silenzio e chiediamo la convocazione tempestiva di un tavolo di confronto proprio per risollevare le sorti del gruppo e dare un pizzico di speranza (concreto) a tante, troppe, famiglie che convivono con momenti di profondo e triste disagio”.

Ma Giuliani focalizza l’attenzione anche su un altro problema che contribuisce a paralizzare il gruppo. “Sono anni che non vengono effettuate nuove assunzioni – precisa – l’età dei dipendenti è dai 45 ai 55 anni. Non si può parlare di crescita e di lavoro senza offrire spazio alle nuove generazioni, la vera luce di speranza per un futuro migliore

”.