“Chiediamo rispetto per la dignità degli ottomila lavoratori di Equitalia. La chiusura della società –  così come vuole il Governo Renzi – non risolverà affatto i problemi delle iniquità del sistema fiscale del Paese. I lavoratori del comparto chiedono rispetto per i loro diritti, le loro professionalità e le specificità contrattuali, anche previdenziali”.

Queste le parole di Piero Peretti, segretario nazionale dell’Ugl Credito, al termine della manifestazione nazionale di questa mattina in piazza Madonna del Loreto a Roma.

Al fianco di Peretti, Armando Valiani, segretario regionale dell’Ugl Lazio, Giovanni Bizzarri, Vice Segretario Ugl Credito Latina.

“L’Ugl Credito rivendica l’identità, la dignità, il rispetto di una categoria sulla quale è stato ingiustamente e strumentalmente scaricato il peso dell’impopolarità che l’attività fondamentale della riscossione suscita in un Paese che da anni è in attesa di una riforma fiscale strutturale che superi le attuali ingiustizie e iniquità del sistema, ha spiegato Peretti sostenuto dai lavoratori e iscritti del settore provenienti da tutta Italia –  (clicca qui l’intervista integrale https://www.youtube.com/watch?v=CORAyyy4ybQ&feature=youtu.be).

“Chiediamo  – ha aggiunto il sindacalista durante l’intervista rilasciata a La Metasociale – il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni ferme ormai da sei anni” (oltre che il rinnovo del contratto scaduto già da quattro anni) e “il mantenimento dei lavoratori di Equitalia Giustizia nel perimetro dell’Ente pubblico economico denominato Agenzia delle entrate – Riscossione”.

“Insieme agli altri sindacati  –  aggiunge Giovanni Bizzarri, Vice Segretario dell’Ugl Credito Latina  (clicca qui per intervista https://youtu.be/achiTRVj_dw) – chiediamo anche una riforma del fondo di previdenza di settore sulla base dei criteri direttivi indicati dalla legge 335/1995 e l’utilizzo di tutti i mezzi e gli strumenti utili a scongiurare uno ‘scippo legalizzato’ dei contributi versati da e per i lavoratori, oltre che il ritorno di tali somme ai lavoratori che le hanno versate e l’esigenza del “riconoscimento delle professionalità acquisite, che consenta ai colleghi di ogni ordine e grado dicontinuare a svolgere il proprio lavoro con serenità”.

Ultima questione che agita i sindacati è quella della selezione per il passaggio dei dipendenti Equitalia alla nuova struttura. Ugl Credito, Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Uilca Uil si oppongono a questa misura, come hanno confermato il 2 novembre scorso durante l’audizione sul decreto legge collegato alla manovra finanziaria 2017 davanti alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera. In quell’occasione hanno chiesto che “tale grave e discriminatoria previsione venga eliminata, e che nessun dipendente di Equitalia sia chiamato a dover superare alcuna prova per continuare serenamente nel suo rapporto di lavoro”.

Tutte le assunzioni, hanno sottolineato i sindacati, sono state fatte con “procedure di selezione previste dal contratto e dalle procedure deliberate dai vari Consigli di amministrazione”. Ecco, dunque, che “risulterebbe del tutto incomprensibile disconoscere selezioni comunque effettuate, anche se attraverso metodologie diverse da quelle che si potrebbero ipotizzare in futuro, e che il governo ha già riconosciuto al momento del passaggio del personale dai precedenti concessionari a Riscossione spa, poi Equitalia”.