di Daniele Milani
Stupor mundi
Scriviamo queste note all’indomani dell’elezione di Trump a 45° Presidente degli Stati Uniti d’ America.
Eravamo preparati, se si fosse verificato l’orrendo evento, ad un diluvio di lagne, ad un coacervo di disperazione da diffondersi nell’etere, sulla carta stampata e sulla rete.
Quello che, invece, ci ha sorpresi è stato lo stupore attonito di tutti coloro che, a livello mediatico, nonché politico, hanno vissuto il fatto come una sorta di Armageddon che potesse determinare la fine del mondo, ed in particolare del loro mondo.
A nulla è valso l’atteggiamento, interessatamente più virile, del Presidente del Consiglio Renzi il quale è corso immediatamente a congratularsi con il nuovo inquilino della Casa Bianca e suo nuovo padrone. Tutti gli altri hanno inondato il video e i giornali del loro dolore amplificato dall’ incredulità circa i risultati di questa elezione.
Nelle trasmissioni televisive si sono avvicendati personaggi, talvolta anche improbabili ( abbiamo dovuto sopportare anche la filippica di Andy Luotto, per i molti che non lo ricordassero il finto arabo della trasmissione di Arbore “ Quelli della notte”) componenti, ovviamente la parte più intelligente, più intellettuale e più politicamente corretta della nostra società, i quali, la lacrima sul ciglio e la voce spenta hanno accoratamente raccontato della loro disperazione e del loro doloroso stupore.
Purtuttavia, anche in questa circostanza obiettivamente per loro traumatica, non hanno dismesso, alla ricerca dei motivi dell’accadimento, la loro prosopopea.
La colpa, secondo schemi ormai triti e ritriti è, di volta in volta dell’elettorato, delle lobbyes, e del destino cinico e baro.
Mai un briciolo di autocritica. Mai un pensiero che possa coincidere con la domanda: “Ma, se il mondo ci sta voltando le spalle e prendiamo sberle ogni volta che il popolo viene chiamato alle urne ( cosa che in Italia, per tal motivo, viene accuratamente evitata), ci sarà pure un responsabilità ascrivibile a noi, che questo mondo abbiamo inventato, imposto e sostenuto fino al limite della decenza e oltre? Niente da fare.
La colpa è, nel caso che oggi stiamo commentando, ma anche in genere, innanzitutto del popolo chiamato alle urne: o perché l’affluenza è alta o perché è bassa, sempre e comunque per l’ignoranza che pervade tutti quelli che non la pensano come loro, per bassezza morale di coloro che danno ascolto a chi parla alla pancia e non alla mente, che non sono avviati alle immancabili magnifiche sorti e progressive, e così via.
Diversamente è del candidato che non ha saputo comunicare per come si deve il suo programma , del tempo che fa o della sfortuna che da un po’ di tempo si accanisce contro i cosiddetti progressisti. Mai un ripensamento, mai una riflessione seria.
A questi Maitres a’ penser non viene, per esempio, in mente che l’elezione di Trump ha potuto realizzarsi perché, con Obama, il partito democratico al potere ha realizzato, alla conta dei danni provocati, il peggior ottennato di politica interna e internazionale della sua storia? No, non gli viene in mente. Tengano però presente che, continuando così, non basterà piangere e disperarsi: la loro sorte è segnata..
A proposito: l’elezione di Trump è dispiaciuta anche al Papa; ma, anche lui se ne dovrà fare una ragione.