“Quando parliamo delle vittime e del dolore di quelle comunità contemporaneamente diciamo anche che il sistema dell’emergenza ha consentito di salvare 238 persone, mentre per l’Aquila furono 112”. Con queste parole il premier Matteo Renzi gela l’aula la Camera dei Deputati nel corso dell’informativa legata al sisma che ha colpito recentemente il Centro Italia. La risposta di Forza Italia – intervenuta già a riguardo nel primo pomeriggio di oggi in conferenza stampa – non è tardata ad arrivare.
La vice Presidente della commissione Lavoro, Renata Polverini, è, infatti, intervenuta nell’Aula di Montecitorio dopo l’informativa urgente del Presidente del Consiglio ribadendo che “Il terremoto non è un gioco a chi salva più vite. Proprio Renzi che dice di avere a cuore la ricostruzione materiale ed emotiva per le vittime dell’emergenza ha messo in campo una competizione fra morti quando ha dichiarato che il suo governo ha salvato più vite rispetto a quelle post 2009, quando a Palazzo Chigi c’era Berlusconi. Mi aspettavo poi dal Presidente del Consiglio una risposta più precisa, un impegno concreto che potesse sciogliere i dubbi anche a questa Aula. Mi aspettavo a nome del partito Forza Italia che oggi Renzi ci consegnasse questo secondo decreto, di cui ancora non si conoscono i contorni perché addirittura chiederne i contenuti sarebbe troppo”.
E’ un fiume in piena la deputata, sono troppi i dubbi: “Mi domando poi se con l’Esercito e con il Genio civile si potessero dare risposte a quella viabilità ancora interrotta e mi chiedo anche se i sindaci potessero essere accompagnati da una filiera istituzionale capace di dare risposte. Mi riferisco per esempio alla desolazione espressa dal primo cittadino di Amatrice, che ha dichiarato di non avere tecnici adatti a compiere le rilevazioni e gli studi per la classificazione degli edifici da abbattere e da ricostruire. Mi chiedo infine come intende far fronte all’emergenza abitativa degli sfollati. Con le casette di legno, con i container o con le tende? Ancora non ci è chiaro”.
ALTRI PASSAGGI ANALIZZATI DAL PREMIER DURANTE L’INFORMATIVA
“Sarebbe un atto profondamente ingiusto e illegittimo” non scomputare le spese per l’edilizia scolastica dal patto di stabilità Ue. Così il premier Matteo Renzi nell’informativa alla Camera sul terremoto.
“E’ nostra ferma convinzione sottolineare l’esigenza di tornare a svolgere un lavoro di progettazione strategico soprattutto sull’edilizia scolastica. Ribadisco qui che tutto ciò che servirà all’ edilizia scolastica non solo nei territori interessati dal sisma dovrà essere scomputato dal patto”. Noi – ha ribadito il premier – stiamo rispettando le regole e le clausole parlano di eventi eccezionali: sei regioni colpite dal terremoto in 6 anni non possono non essere considerati eventi eccezionali”.
Nuova analisi su edifici scolastici
“Gli eventi sismici hanno ulteriormente gravato i danni agli edifici scolastici. Stiamo facendo una nuova analisi puntuale, edificio per edificio, e naturalmente il nostro metodo di lavoro prevede la sistemazione in altri istituti magari con doppi turni, degli studenti.
“O in assenza di questa soluzione il ricorso a moduli temporanei sostitutivi degli edifici scolastici. Come ad Amatrice, dove il liceo è stato terminato il 7 novembre”.
In emergenza Italia ha pochi paragoni
La violenza della scossa anche se non ha fatto morti non può far fare “finta di non vedere che si è creato un problema di natura straordinaria: le altre scosse non avevano avuto questo livello di profondità e violenza”, ha detto Renzi.
“Da 1200 persone assistite al 26 ottobre – spiega il premier – si è passati a oltre 30 mila assistiti in 4 regioni, un terzo in alberghi e strutture ricettive, gli altri in strutture comunali. Al 25 ottobre erano 2500 gli operatori impegnati nell’assistenza, ora sono 6500, un lavoro per il quale il governo vuole esprimere gratitudine. Ancora una volta si è dimostrato che nell’emergenza l’Italia ha pochi paragoni al mondo e questo ha consentito di salvare 228 persone dalle macerie”.
La scelta sui container sta a Comuni
Dopo le più recenti scosse nel centro Italia, “in pieno ottobre, in territorio montano, abbiamo cercato di evitare le tendopoli. Questo ha creato qualche elemento di tensione soprattutto all’inizio ma è chiaro che non potevamo permettere le tende a quelle altitudini”, ha dichiarato il premier. “Con le casette di legno dovremo probabilmente affrontare l’intera fase della ricostruzione – spiega – ma intanto l’arrivo dei container è una scelta che rimettiamo alla decisione delle amministrazioni locali con le quali il rapporto è costante e anche complicato ma molto positivo per lo spirito che questi amministratori stanno mettendo a disposizione delle loro comunità”.
Per Casa Italia scelto i migliori
“Il progetto Casa Italia è semplice, chiaro: il governo è chiamato a investire ma proprio perciò abbiamo scelto i migliori a partire da Renzo Piano, architetto di qualità indiscutibile al mondo, e l’unità di missione che dovrà diventare dipartimento di palazzo Chigi è stata affidata non a un politico ma a un grande tecnico attuale rettore del Politecnico che lascerà il suo ruolo di rettore e lavorerà a Roma con un team per Casa Italia”.