Negli ultimi tre anni, lo dice l’associazione Cittadinanzattiva esperta sulla questione, nelle scuole italiane ci sono stati 117 crolli con 18 feriti. Nessuno grave. Diciotto in Lombardia, dodici in Veneto, undici in Sicilia, dieci in Toscana. Nessuna area del paese è stata risparmiata. Perché non siamo in grado di rispondere a questa grave emergenza.
“Il Governo deve necessariamente considerare prioritaria l’incolumità di alunni e lavoratori che quotidianamente sono presenti nelle istituzioni scolastiche italiane. La mancata attuazione delle misure di sicurezza negli edifici scolastici, con tanti plessi a rischio crollo o non idonei, non può ledere il diritto alla scuola. Molte strutture versano in condizioni di rischio, come dimostrano i numerosi cedimenti e crolli, l’ultimo avvenuto proprio la scorsa settimana e che ha causato il ferimento di una ragazzina. E poi c’è il caso dell’istituto di Amatrice che a seguito del sisma del 24 agosto scorso è stato letteralmente inghiottito da un cumulo di polvere e macerie. In quel caso il plesso era stato ristrutturato nel 2012. Ecco, anche nella gestione dei lavori e sugli appalti vanno intensificati i controlli”.
Portiamo come esempio il caso Nichelino, il recente crollo del controsoffitto in provincia di Torino.
“Si tratta dell’ennesimo episodio che deve farci riflettere sulla sicurezza delle scuole perché troppo spesso le opere di manutenzione vengono rallentate dal ‘rimpallo’ delle competenze fra il dirigente scolastico e l’ente locale, in quanto proprietario dell’immobile”
Che bisogna fare?
“E’ anzitutto necessario un monitoraggio aggiornato sullo ‘stato di salute’ di tutti gli edifici scolastici d’Italia e che vengano nell’immediato individuate le priorità verso cui indirizzare gli investimenti programmati dal Governo oltre che una maggiore tempestività degli interventi di manutenzione urgente. Sarebbe il caso di stilare una mappa per conoscere quali opere di ristrutturazione siano necessarie e quali interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici debbano partire nell’immediato per evitare danni più gravi”.