“Il fallimento dei canali d’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro scelti dal governo Renzi, e’ verificabile sia nell’andamento dell’apprendistato sia del tirocinio, che scontano alcune scelte strategiche, sbagliate, sia di Garanzia Giovani, una risposta all’inattivita’ giovanile non soddisfacente”.

Fiovo Bitti, segretario confederale dell'Ugl

Fiovo Bitti, segretario confederale dell’Ugl

Questo il commento di Fiovo Bitti, segretario confederale dell’Ugl, durante l’audizione di oggi in commissione Lavoro al Senato. Il sindacalista durante il suo intervento ha sottolineato anche il peso “delle note carenze strutturali dei centri per l’impiego, che scontano, rispetto agli altri Paesi europei, un deficit di personale e di risorse, il mancato coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali e datoriali, quali partner del programma, e l’oggettiva carenza di opportunità di lavoro”.

Nel dettaglio “l’apprendistato, tradizionale strumento di ingresso nel mondo del lavoro per i giovani, ha segnato il passo, anche a causa della legge 190/2014 (legge di stabilita’ 2015), con la quale si e’ introdotto un bonus contributivo senza limitazioni
per le assunzioni con contratto a tutele crescenti il quale, essendo meno vincolante per il datore di lavoro, e’ stato preferito dalle aziende rispetto all’apprendistato, visto come uno strumento piu’ costoso e piu’ impegnativo. Soltanto in seguito alla riduzione del bonus occupazionale, operata con la legge 208/2015 (legge di stabilita’ 2016), è ripreso l’utilizzo del contratto di apprendistato”.

Sul tirocinio, ha evidenziato Bitti, “sono due gli elementi che fanno pensare ad un abuso nell’impiego di tale strumento: la sua crescita esponenziale (+42% nel 2015) e la ridotta percentuale di transito nella tipologia di contratto di lavoro a tempo
indeterminato. Negli ultimi cinque anni, la percentuale media di transito a tre mesi e’ di circa il 2,3%; a sei mesi, la percentuale sale al 6,3%. In ogni caso, si tratta di risultati assolutamente non soddisfacenti. Quindi il tirocinio nella sua versione extracurriculare e’ un fenomeno da monitorare con attenzione per evitare situazioni di utilizzo scorretto della persona e di dumping fra le aziende. La previsione di un importo minimo riconosciuto quale indennita’ deve essere mantenuta.

Ma il fallimento dei canali di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro scelti dal governo Renzi – conclude Bitti – sta anche nei numeri del secondo trimestre 2016 nel quale, considerando la fascia di età 15-29 anni, sono stati rilevati due milioni e 35mila unità di inattivi, in calo rispetto agli ultimi sei anni ma più elevati se confrontati con il periodo pre-crisi”.