Sono oltre 60.000 gli ex lavoratori italiani che non hanno presentato domanda di pensione tedesca a distanza di anni. Un esercito di uomini e donne ancora all’oscuro di questa possibilità di riscatto e che – dall’incontro di ieri presso la Direzione Generale dell’Inps tra i patronati italiani e gli enti previdenziali stranieri tedeschi e svizzeri – è emerso con forza.
Con dati alla mano la Deutsche Rentenversicherung Schwaben, l’ente previdenziale tedesco ha evidenziato un vuoto che negli anni ha inghiottito (e continuerà a farlo se nessuno porrà un freno) tanti nostri connazionali che, tornati poi in Italia per esigenze lavorative o personali, non sanno di aver maturato il diritto ad avere una pensione per aver lavorato in un Paese straniero.
Sono proprio i vertici dell’Istituto previdenziale tedesco a lanciare ‘l’allarme’ e a chiedere sostegno alla stessa Inps e, soprattutto ai patronati che giocano un ruolo fondamentale nel sostegno e per la tutela dei diritti dei pensionati e dei lavoratori.
La Deutsche Rentenversicherung chiede quindi un aiuto concreto all’Italia proprio perché ha tutti i nominati di queste 60mila persone ma non ha gli indirizzi aggiornati per invitare a presentare la domanda.
Eugenio Bartoccelli, il responsabile nazionale delle strutture e dell’organizzazione dell’Enas Ugl ha subito accolto l’invito e attraverso la Metasociale lancia un appello a tutti coloro che nati dal 1948 in poi hanno prestato servizio o lavorato in Germania affinché possano raggiungerci nelle nostre sedi e fare domanda per usufuire della pensione tedesca.
Anche se, sempre dall’incontro di ieri, l’Ente previdenziale svizzero ha deciso di effettuare un monitoraggio anche sul proprio territorio per capire se si registrano simili situazioni.
“Dal canto nostro, l’Enas Ugl – conclude Bartoccelli – proseguirà con il lavoro di informazione, in stretta sinergia con i patronati e gli istituti stranieri. Siamo però convinti che uno sforzo in più avrebbe potuto farlo anche l’Inps. Inoltre – precisa il sindacalista – sarebbe necessario approfondire alcuni passaggi come, ad esempio, valutare se le pensioni in questione fanno riferimento anche agli anni in cui l’emigrazione riguardava soprattutto categorie come braccianti agricoli, marittimi e operai che, pur lavorando all’estero versavano comunque i contributi anche in Italia e, che quindi hanno la preoccupazione di una sovrapposizione contributiva relativa allo stesso periodo (e che potrebbe portare ad un taglio della pensione attualmente goduta in Italia)”.
Focus
Deutsche Rentenversicherung Schwaben è uno dei tre istituti previdenziali tedeschi, e si occupa, in modo particolare, delle pensioni di coloro che hanno lavorato in Germania, anche se sono rientrati nel Paese d’origine. Ecco, due terzi del lavoro di questo Ente è proprio quello di fungere da collegamento tra l’Italia, il Marocco, la Tunisia, Malta e la Germania, anche se il 90% delle pratiche sono rivolte all’Italia. L’Istituto verifica la posizione previdenziale dei lavoratori ed eroga la prestazione pensionistica.
Sono molte le domande di pensione presentate dai nostri connazionali?
Sono all’incirca 30mila le domande che arrivano dall’Italia alla Deutsche Rentenversicherung Schwaben e, attualmente, sono in pagamento 300mila pensioni ogni mese.
Qual è l’iter che un lavoratore italiano deve seguire per richiedere la pensione? Se l’interessato risiede in Italia, può presentare la domanda all’Inps che a sua volta l’inoltrerà per via telematica all’ ufficio tedesco in modo tale che si può calcolare l’importo della pensione spettante. In alternativa il lavoratore può rivolgersi ad un Patronato che gratuitamente compilerà la domanda di pensione e la invierà all’Inps. In questa prima fase l’intervento dei Patronati è importantissimo, soprattutto quando viene richiesto di riempire moduli contenenti dati desunti dalla dichiarazione dei redditi. I loro operatori, infatti, sono in grado di compilarli e di verificare che la documentazione da produrre sia completa, evitando così ritardi nell’erogazione della pensione. La stessa procedura va seguita quando c’è da verificare la propria posizione previdenziale e l’estratto contributivo.